«Il sommerso è stato una scelta sociale implicita, che svolge una funzione soprattutto nei tempi di crisi. Il sommerso è un grande ammortizzatore sociale. Attenzione: non grido “viva il sommerso”. Prendo atto della realtà» –  Renato Brunetta

Un esecutivo che nei giorni pari “prende atto della realtà”, una realtà fatta di diseguaglianze ed illegalità (chiamiamole balcanizzazioni, suvvia) piccole, grandi, necessarie e necessitate, senza tentare di incidervi strutturalmente, e nei giorni dispari propone solennemente degli “standard legali” per riportare l’etica sui mercati e nel mondo, suona vagamente dissociato.

Intervistato da SkyTg24, il ministro dell’Innovazione e della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, riferendosi all’indecente modello di relazioni industriali che sta rapidamente affermandosi tra Cai e sindacati, un modello che prevede la reciproca presa di ostaggi nelle persone dei passeggeri, ha dichiarato:

”Se non si vola con Alitalia la gente volerà con altri vettori e ci saranno licenziamenti veri. Ci vuole buon senso, fare scioperi di questo tipo è da irresponsabili. E’ finita l’epoca in cui Alitalia perdeva 2 milioni di euro al giorno, che pagavamo noi”.

In questo modo di argomentare esiste un’intrinseca debolezza logica. Se per manifesta inaffidabilità di Alitalia la gente finirà col volare con altri vettori, perché il governo ha organizzato quella mostruosità giuridica, economica e (anti)concorrenziale che è la vendita a Cai?

”Brunetta non sono solo io. E’ un nome collettivo, Brunetta siete voi, è la gente che non ne può più!”. E’ raggiante il professor Renato Brunetta, ministro per la Funzione Pubblica e l’Innovazione, mentre si concede alle interviste di Bruno Vespa e SkyTg24. E ha motivo di esserlo, dopo la pubblicazione dei dati che mostrano una miracolosa caduta della morbilità nella pubblica amministrazione, dopo l’emanazione della sua circolare su visite fiscali e certificazione dei periodi di malattia. Questa era la parte più semplice (e a costo zero) dell’intervento di ristrutturazione della pubblica amministrazione. Per essere precisi, il costo zero deriva dall’effetto deterrente della circolare, mentre l’applicazione sistematica e letterale delle nuove norme sarebbe estremamente costosa e difficilmente implementabile, almeno riguardo le visite fiscali già dal primo giorno di malattia. Ma quello che conta è che i dati parlano a favore di Brunetta, ed occorre dargliene atto e merito.