Svizzera e Regno Unito hanno raggiunto un accordo-quadro per tassare conti svizzeri non dichiarati da cittadini britannici. L’intesa dovrebbe fruttare allo Scacchiere britannico circa 5 miliardi di sterline entro il 2013. L’accordo prevede un do ut des tra i due paesi, nel quale viene preservato l’anonimato dei depositanti britannici in cambio di una robusta tassazione del reddito prodotto dai loro investimenti in Svizzera, sulla falsariga dell’altro accordo-quadro, raggiunto dalla Confederazione con la Germania, settimane addietro.

Il parlamento zurighese ha approvato una mozione, di iniziativa dell’Unione Democratica di Centro di Christoph Blocher, che chiede di introdurre una tassa a carico degli stranieri che si recano a Zurigo per fruire dell’assistenza al suicidio. Nel 2007 (ultimo anno di dati disponibili) in Svizzera vi sono stati circa 400 suicidi assistiti, di cui un terzo compiuti da stranieri.

Nuova polemica di esponenti dell’esecutivo contro la Banca d’Italia. Questa volta ad adombrarsi ed arruolare la nostra banca centrale nella ormai foltissima schiera di “oppositori” del governo, è il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli. Il quale, usando accenti sacconiani rinforzati, accusa via Nazionale di descrivere, niente meno, “un quadro fallimentare che fa male a tutto il paese”. Esagerato. La Banca d’Italia si è limitata a comunicare che, sulla base delle segnalazioni statistiche arrivate a tutto il 15 febbraio 2010, il flusso di fondi materialmente rientrati nel paese è di 35 miliardi di euro.

Entro la fine della prossima settimana il governo potrebbe varare un decreto-legge in materia economica che potrebbe rappresentare una sorta di anticipazione della Finanziaria, come già avvenuto lo scorso anno. Il documento, che potrebbe essere licenziato dal Consiglio dei ministri in contemporanea alla Relazione Unificata sulla Economia e la Finanza pubblica, potrebbe contenere la Tremonti ter, cioè la detassazione degli investimenti chiesta a gran voce da Confindustria, oltre al bonus per le imprese che decidono di non ridurre i livelli occupazionali e misure a sostegno dell’autoimpiego di lavoratori che lasciano l’impresa.

Giovedì 12 marzo la Banca Nazionale Svizzera ha tagliato i tassi d’interesse di riferimento di 25 punti-base, portando il corridoio-target sul Libor in franchi tra zero e 0,75 per cento, ed ha annunciato un piano per implementare un approccio di easing quantitativo alla politica monetaria. L’istituto di emissione elvetico ha affermato che la recente forza della valuta rappresentava una “inappropriata restrizione delle condizioni monetarie”, nel momento in cui si sta verificando un forte rallentamento dell’economia. Per questo motivo, la Banca Nazionale Svizzera ha deciso di acquistare valuta estera sul mercato dei cambi per impedire ogni ulteriore apprezzamento del franco rispetto all’euro. A pochi minuti dall’annuncio, il franco ha ceduto circa il 3 per cento contro euro.

La Confederazione svizzera ha raggiunto un accordo con UBS, la banca europea che ha finora subito le maggiori perdite dalla crisi dei mutui. In base all’accordo UBS emetterà obbligazioni convertibili (mandatory convertible) per 6 miliardi di franchi, interamente sottoscritte dalla Confederazione, e conferirà fino a 60 miliardi di dollari di attivi rischiosi ad un fondo sostenuto dalla Banca Nazionale Svizzera. Il governo svizzero, inoltre, procederà ad aumentare la garanzia sui depositi ed a sostenere i prestiti interbancari delle banche del paese. Le misure adottate determinano il riallineamento della Svizzera alle iniziative adottate dall’Eurogruppo lo scorso fine settimana. Tecnicamente, UBS venderà 6 miliardi di franchi di mandatory convertible notes al governo svizzero. Dopo la conversione obbligatoria Berna avrà il 9,3 per cento della banca. La Banca Nazionale Svizzera, poi, presterà 54 miliardi di dollari per finanziare il fondo di attivi tossici, ricevendone in cambio un interesse e la compartecipazione ad eventuali utili.

Nei giorni scorsi il cantante Johnny Hallyday, attempata icona nazionalpopolare transalpina, ha solennemente annunciato lo spostamento della propria residenza fiscale a Gstaad, sulle Alpi bernesi, dove peraltro giù trascorre buona parte dell’anno, motivandola con l’eccessiva pressione fiscale della Rèpublique. La decisione di Hallyday ha riattizzato la vecchia guerra delle tasse che da sempre oppone la Francia alla Svizzera, accusata di fare del “banditismo fiscale” perchè rea di avere aliquote inferiori a quelle francesi, sia per le persone fisiche che per le imprese.

Certamente più inquietante, per la vecchia Europa gabelliera, è la notizia del trasferimento del quartier generale della multinazionale alimentare statunitense Kraft da Londra e Vienna a Zurigo, seguendo un percorso di “migrazione fiscale” che sta preoccupando Bruxelles al punto da indurla ad accusare Berna di violazione dell’accordo di libero scambio firmato nel 1972 con l’allora Comunità Europea, anche dopo aver costretto la Confederazione a pagare 1 miliardo di franchi svizzeri l’anno a titolo di “aiuto” per i paesi di nuovo ingresso nella Ue, in quello che ha tutta l’aria di essere un vero e proprio blackmail per concludere gli accordi commerciali bilaterali tra Unione e Confederazione.