Gli amici di noiseFromAmerika stanno scrivendo il sequel di quello che è diventato un best-seller. Il merito va indubitabilmente al protagonista di tali libri, che su base pressoché quotidiana ci delizia con non sequitur, motteggi e moralismi che mascherano il nulla che ne caratterizza la politica economica, con buona pace della pletora dei suoi infaticabili laudatori. L’ultima perla di Giulio Tremonti è qui, proviamo ad analizzarla.

Lui lo aveva già previsto, due anni addietro:

«Nelle audizioni in Parlamento sulla crisi, a settembre del 2008, avevo sostenuto che c’erano due fasce di crisi che stavano venendo avanti: una da est a ovest, l’altra da nord a Sud»

Certo, ministro Tremonti, questo era scritto anche ne “La paura e la speranza“, ma è proprio così sicuro che i fronti della perturbazione fossero quelli?

di Mario Seminerio – Liberal Quotidiano

Il rapporto autunnale sullo stato della congiuntura, redatto dal Centro Studi Confindustria (CSC), conferma quanto già previsto nelle ultime settimane dai modelli macroeconomici di un po’ tutte le organizzazioni internazionali: la congiuntura dei paesi sviluppati sembra nuovamente perdere slancio. Si discute circa il fatto che si tratti di una semplice decelerazione, del tutto fisiologica dopo la prima parte di una ripresa, oppure di una ricaduta in condizioni recessive, che si sostanziano (giova ricordarlo) non tanto in una contrazione del Pil quanto in un suo tasso di crescita inferiore al potenziale, che mette pressione al rialzo al tasso di disoccupazione. Come in effetti prevede il centro studi di Viale Dell’Astronomia, che ipotizza una risalita a fine 2011 al livello del 9,3 per cento.