Negli Stati Uniti, le vendite di case nuove sono diminuite in agosto al minimo da 17 anni. Il calo è dell’11,5 per cento, al livello annualizzato di 460.000 unità, minimo da febbraio 1991. Le stime di consenso ipotizzavano un livello di 510.000 unità annualizzate. Il prezzo mediano di una casa nuova è diminuito del 6,2 per cento su base annuale, a 221.900 dollari, nuovo minimo da settembre 2004. Le vendite di case nuove sono in calo del 35 per cento su agosto 2007. Pur avendo tagliato i livelli di attività, i costruttori non sono riusciti a tenere il passo con la flessione delle vendite: il numero di abitazioni in vendita è sceso a 408.000 unità annualizzate, nuovo minimo quadriennale ed in calo del 4,4 per cento dal mese precedente. Ciò malgrado, l’offerta di case al passo attuale delle vendite è salita a 10,9 mesi, da 10,3.
Anche se rappresentano solo il 10 per cento del mercato immobiliare, le vendite di case nuove sono considerate un indicatore anticipatore delle tendenze del mercato immobiliare, perché i dati vengono acquisiti al momento della firma del contratto, a differenza del dato sulle vendite di case esistenti, che riflette il perfezionamento di contratti siglati alcune settimane o mesi prima. A livello geografico, le vendite mostrano segni di stabilizzazione nel Midwest, mentre restano in calo accentuato nel West.
Resta da capire come prezzare delle cartolarizzazioni destinate a giungere a scadenza solo tra alcuni anni (sia pure spesso con strutture amortising), nel bailout proposto dall’Amministrazione Bush.
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