Andrà molto peggio, prima di andare meglio

I cronoprogrammi della buonanotte

in Adotta Un Neurone/Famous Last Quotes/Italia

«La piattaforma che discuterò – ha spiegato [Matteo Renzi] parlando al Quirinale dopo aver ricevuto da Napolitano l’incarico di formare il nuovo governo – prevede che entro febbraio si faccia un lavoro urgente sulle riforme costituzionali ed elettorali, e nei mesi successivi ci saranno: a marzo il lavoro, ad aprile la riforma della Pubblica amministrazione, a maggio il fisco» (Ansa, 17 febbraio 2014)

Confermo entro giugno la riforma del welfare e della giustizia, lo Sblocca-Italia entro luglio e un provvedimento ad hoc sulla scuola”. Così Matteo Renzi al termine del consiglio dei ministri (Ansa, 13 giugno 2014)

Indichiamo un arco temporale ampio, sul quale sfidiamo il Parlamento: vi proponiamo un arco di tempo quasi triennale, 1.000 giorni, in cui individuare, già entro l’1 settembre 2014, in modo esplicito come cambiare il fisco, lo Sblocca Italia, come intervenire dai diritti all’agricoltura, dalla Pa al Welfare, come migliorare il paese. (…) Il semestre di presidenza italiana deve essere l’occasione per un pacchetto di riforme. Ci prendiamo, dopo i primi 100 giorni più o meno scoppiettanti, un arco di tempo più ampio, di medio periodo, mille giorni, dal primo settembre 2014 al 28 maggio 2017» (Matteo Renzi, Ansa, 24 giugno 2014)

Piccola contestualizzazione: sul lavoro è sinora passata solo la riforma del rapporto a tempo determinato. Il nucleo del Jobs Act è in parlamento, nel relativo ddl delega. Il rimborso dei crediti della P.A. appare in alto mare (il grosso dei rimborsi lo ha fatto il governo Letta, si direbbe), mentre la riforma della funzione pubblica attende di essere sdoganata dal Quirinale, dopo che al Colle è arrivato un articolato mostruoso come nella migliore tradizione legislativa degli ultimi anni. E quanto allo sblocca-Italia, è talmente citato da Renzi, su ogni orizzonte temporale possibile, da farci provare sincero imbarazzo. Per ora, l’unica cosa che Renzi è riuscito a fare è stato pagare una mancia elettorale una tantum, finanziata in modo molto immaginifico, e ad imporre un aumento della tassazione sul risparmio ferocemente distorsivo a danno dell’attività produttiva privata.

Ci sono due modi per leggere la situazione, e gli annunci di Renzi. Per il primo, siamo di fronte all’ennesimo parolaio affabulatore, un Berlusconi con una quarantina di anni in meno, che punta quindi a durare ben oltre un ventennio. Per il secondo abbiamo un fuoriclasse che è costretto a mordere il freno da un parlamento e da una burocrazia profondamente disfunzionali. Questa inutile democrazia, signora mia. In pratica, “lasciatelo lavorare”, e a morte gli “agenti ostruenti esterni”. E si torna al via. Nell’uno e nell’altro caso, qualcuno ha dato prova di credulità. Poi, per carità, Renzi è un fuoriclasse, nel suo genere: del resto, se lo chiamavano il Bomba un motivo ci sarà stato.

E’ incredibile come questo paese resti il primo produttore mondiale di circoli viziosi, inerzia ed imbonitori. Ricordate: il problema è e resta l’elettorato, non gli eletti.

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