Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Non facciamo come la Spagna

in Economia & Mercato/Esteri

Il parlamento spagnolo ha dato il via libera definitivo alla riforma fiscale del governo Rajoy (No podemos? Si, podemos). Dal prossimo primo gennaio cambia la struttura della curva Irpef ed anche la tassazione dei frutti del risparmio. Andiamo a buttare un occhio.

L’imposta sulle società passa dal 30 al 28% e sarà ulteriormente ridotta al 25% nel 2016. Le imprese costituite nel 2013 e 2014 pagheranno per un biennio l’aliquota ridotta del 15%. Riguardo l’imposta personale sul reddito, gli scaglioni d’imposta passano da sette a cinque. La no tax area aumenta a 12.000 euro, l’aliquota minima scende al 24,75% nel 2015 e sarà del 19% nel 2016. L’aliquota marginale massima sarà del 47% dal prossimo anno e scenderà al 45% nel 2016. Di rilievo il fatto che questa aliquota, che sino ad oggi colpiva i redditi oltre i 300.000 euro lordi annui, ora scatterà dai 60.000 euro. Per dare un giudizio di senso compiuto sul beneficio netto (che comunque ci sarà) e sugli effetti distributivi e di progressività servirebbe conoscere le modifiche apportate a detrazioni d’imposta e deduzioni dall’imponibile.

Per contro, è possibile già ora dare un giudizio definitivo alla modifica della tassazione sui frutti del risparmio. La Spagna, come noto, adotta un sistema di imposte sostitutive per ottenere un effetto di progressività nell’imposizione sui redditi di capitale (altra cosuccia che i baldi progressisti italiani neppure conoscono, impegnati come sono a discettare di patrimoniali). Sino a 6.000 euro annui di redditi da capitale l’imposta sostitutiva passerà dall’attuale 21% al 20% nel 2015 ed al 19% nel 2016. I redditi da capitale sopra i 50.000 euro saranno tassati al 22% nel 2015 ed al 21% dal 2016. Sopra questa soglia, l’aliquota scenderà dal 24% del 2015 al 23% del 2016. Oggi, sopra i 24.000 euro di redditi di capitale annui si paga il 24%. Queste aliquote si applicano anche alla tassazione delle plusvalenze di breve termine, che invece oggi pagano tra il 52 ed il 56% se realizzate in meno di 12 mesi.

Ditelo, al Capo Scout Motivatore che siede pro tempore a Palazzo Chigi. E ditelo anche al suo sottosegretario endocrinologo. Magari la pianteranno di dirvi che noi “ci siamo allineati all’Europa”. Oppure alzeranno le spalle e vi diranno, con sorrisetto ieratico dossettian-progressista che “in fondo, sono rendite finanziarie pure”. E comunque, la Spagna non è il nostro modello. Neppure in questo. E comunque noi abbiamo fatto la più grande riduzione di tasse della storia. Basta crederci, in fondo.

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