Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Uscite dal cortile di casa

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Oggi Istat ha pubblicato un dato monstre di produzione industriale, relativo al mese di agosto. Una crescita mensile di ben 1,7%, a fronte di un consenso di mercato posto a meno 0,1% ed un dato annuale, corretto per i giorni lavorati, in progresso del 4,1%. Apriti cielo. Immediata, è scattata la corsa dei lanciatori di agenzia del Pd, gli atleti che non perdono occasione, ad ogni dato macro positivo, per fiondarsi a dettare peana all’indirizzo della politica economica del governo Renzi. Eppure, basterebbe un minimo di cautela metodologica e di sguardo distolto dal proprio ombelico, per recuperare la necessaria compostezza.

Il mese di agosto è un mese caratterizzato da bassi livelli di attività, in Italia più che altrove. Le rilevazioni statistiche sono in generale in grado di correggere per questa anomalia ma qualcosa può sfuggire, non certo per dolo metodologico. Più interessante, in caso di dati mensili così devianti, osservare se esiste un “fattor comune” dell’anomalia, osservando le variazioni registrate dai paesi coi quali ci confrontiamo. Se lo avessimo fatto, avremmo scoperto queste variazioni mensili, destagionalizzate, per agosto:

Italia: +1,7%
Francia: +2,1%
Germania +2,5%
Spagna: +1,4%

Così stando le cose, è altamente probabile che il dato di settembre vedrà il payback, la restituzione di questa impennata, e magari in quella circostanza ne capiremo anche il motivo statistico. Per ora possiamo dire che agosto risulta dato omogeneamente anomalo nei maggiori paesi dell’Eurozona. Avviso ai piccoli economisti: provate a gettare lo sguardo oltre confine, ogni tanto: ci sono dati economici mensili che mostrano elevata correlazione, anche nelle anomalie e nelle sorprese rispetto alle attese. A quel punto, conta la magnitudine dell’anomalia stessa.

Questo buonsenso metodologico (per il quale non serve essere specialisti di alcunché) permette di evitare di credersi una monade che sta per scoppiare di salute, oltre che di dettare alle agenzie autentiche sciocchezze. Prendete ad esempio l’immancabile Silvia Fregolent, vicepresidente dei deputati PD e olimpionica plurimedagliata del lancio dell’Ansa, che scolpisce quanto segue:

«I dati dell’Istat di oggi smentiscono coloro che parlano di un paese fermo e di una industria bloccata. La produzione industriale ad agosto, in un periodo cioè che normalmente vede livelli di produzione bassi, ha raggiunto il top dal 2011; questo è un segnale chiaro e netto che il paese è ripartito. Da parte nostra continueremo il percorso di riforme, che gli italiani stanno apprezzando, anche con la prossima legge di bilancio per sostenere la crescita e renderla stabile» (Ansa, 10 ottobre 2016)

Capite? In agosto, quando ci si aspetta che la gente stia in panciolle in spiaggia, zac! L’industria italiana piazza la zampata ed è boom, secondo l’onorevole Fregolent. Prendete poi la vicepresidente della Commissione Lavoro del Pd, Maria Spilabotte, che non intende essere da meno della collega deputata:

«È un boom tendenziale top da 5 anni a questa parte, un dato molto positivo. L’Italia sta riprendendo a crescere e le riforme e gli interventi del governo stanno sostenendo la ripresa e creando il clima necessario per consolidare e migliorare i risultati economici e sociali. E’ sempre più evidente quanto sia necessario andare avanti su questa strada, senza interrompere il processo riformatore» (Ansa, 10 ottobre 2016)

Un “boom tendenziale top”, non so se sono stata spiegata. Buon ultimo ma non ultimo, nei lanci Ansa, l’ex responsabile economico del Pd, Matteo Colaninno, che in quanto proveniente da famiglia di imprenditori, di industria se ne intende (piaciuto il sillogismo?):

«Una crescita del 4,1% della produzione industriale rispetto ad un anno fa è un dato incoraggiante. I dati dell’Istat ci devono spingere a non mollare nella nostra azione per la crescita dell’economia. Questo dato positivo ci deve aiutare a guardare avanti con fiducia ma, soprattutto, ci dice quanto è stata importante sin qui la nostra politica riformatrice, insieme al premier Renzi e all’esecutivo» (Ansa, 10 ottobre 2016)

Imprescindibile azione riformatrice di Matteo Renzi. Tanto vibrante da aver fatto fare un mini boom anche alla produzione industriale francese e tedesca, spiazzando gli analisti. Per oggi il lancio dell’Ansa è andato a buon fine; tra stasera nei Tg e domani su carta stampata, molti giornalisti porteranno a casa la pagnotta e annoteranno i loro punti fragola (o giglio). Appuntamento al mese prossimo, alla restituzione di quanto “prestato” questo mese dalla produzione industriale. In quella circostanza il lancio Ansa spetterà a grillini, leghisti e Brunetta assortiti. Il teatrino prosegue.

Noi ribadiamo il futile invito: uscite a prendere un po’ d’aria fuori dai patri confini, almeno sui dati economici: il vostro cervello ve ne sarà grato.

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