Liberalizzazioni alle vongole: socialismo telefonico

di Antonio Mele*

Paese che vai, governo socialista ed incompetente che trovi.

Ieri in una intervista sul Corriere il presidente dell’Antitrust Catricalà si augurava che le “[…] tariffe telefoniche, che un po’ saliranno, non aumentino così tanto da sminuire il vantaggio” della cancellazione del costo di ricarica appena approvato dal governo nel pacchetto Bersani. Ora spieghiamo al signor Catricalà perché le sue speranze sono mal riposte.

In Spagna è stata approvata in dicembre una nuova legge che vieta l’arrotondamento al minuto del consumo telefonico mobile. Insomma, prima della legge, se parlavate per 10 secondi, vi veniva comunque addebitato un minuto intero. Ora non è più possibile, perchè anche il governo di Zapatero, come il nostro che abolisce il costo fisso della ricarica, ama i consumatori e vuole il loro bene. Beh, le compagnie hanno semplicemente adeguato le loro tariffe: Movistar ha già comunicato ai suoi clienti che a partire dal primo marzo (data in cui il divieto di arrotondamento entra in vigore) le tariffe aumenteranno. Lo scatto alla risposta passa da 0.12 euro a 0.15 euro, un aumento del 25%, mentre le tariffe saliranno in media di circa il 16%. Entro pochi giorni anche le altre compagnie comunicheranno rialzi simili.

Perché avviene questo? Perché le compagnie telefoniche sono avide e assetate di sangue, come qualche ignorante esponente della cultura anticapitalista al governo vuole farci credere? Assolutamente no.Dipende dal fatto che Il nostro sistema di telefonia mobile, avendo pochi operatori, garantisce loro un forte potere di mercato. Per cui, quando si obbliga l’operatore a non attuare un determinato comportamento (leggi: a non far pagare un costo di ricarica, o a non arrotondare al minuto), l’operatore recupera su altri margini su cui non vi sono divieti.

La soluzione è favorire l’entrata di altri operatori, o dare licenze ad operatori che si servono della rete altrui per offire servizi di telefonia mobile, sul modello di Tele2 per la linea fissa. Di certo non risolverà il problema una successione di divieti su come stabilire le tariffe, come fatto sia in Italia che in Spagna. Ma vai a farlo comprendere a dei socialisti, liberali a parole e statalisti nell’anima.

* Antonio Mele è Ph.D. student in Economics alla Universitat Pompeu Fabra di Barcellona, tra i fondatori di Epistemes.org