Eppur si muovono

Da domani la Cina aumenta di 1000 yuan a tonnellata (pari a 145,5 dollari) il prezzo al dettaglio di benzina e diesel: un rincaro di circa il 17 per cento. Prosegue quindi il movimento di progressiva rimozione dei sussidi ai prezzi dell’energia da parte dei paesi emergenti, in parallelo alla ripresa della restrizione monetaria globale, in chiave antinflazionistica. L’ovvio esito, nel breve-medio termine, è un’accentuazione del rallentamento globale, doloroso ma necessario. Ora vediamo se il prezzo del petrolio si spaventa. Per ora, si sono spaventati gli investitori sulla borsa di Shanghai, e questo è razionale, visto che la manovra di riduzione dei sussidi implica un rischio tangibile di rallentamento dell’economia cinese.