Svolta continua

L’Istituto nazionale di statistica comunica che nel mese di aprile 2008 l’indice generale del valore delle vendite del commercio fisso al dettaglio, con base 2000=100, è risultato pari a 104,2 con un calo del 2,3 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Questa variazione tendenziale negativa è la sintesi di flessioni dello 0,8 per cento delle vendite di prodotti alimentari e del 3,4 per cento di quelle di prodotti non alimentari.

Ad aprile 2008 l’indice destagionalizzato del valore del totale delle vendite al dettaglio, pari a 108,8, ha segnato una variazione nulla rispetto al precedente mese di marzo. Anche le due componenti relative, rispettivamente, alle vendite di prodotti alimentari e alle vendite di prodotti non alimentari hanno registrato una variazione congiunturale nulla. Sebbene sul dato di aprile incida l’effetto della Pasqua, che quest’anno è caduta a marzo, i tecnici dell’Istat fanno notare che nel mese di aprile il numero medio di giorni di apertura per le imprese al dettaglio è stato pari a 25,1, vale a dire 1,4 giorni in più rispetto ad aprile 2007, un effetto compensativo dell’anomalia stagionale.

Istat avverte inoltre:

Per una migliore interpretazione degli indicatori qui presentati occorre considerare che essi si riferiscono al valore corrente delle vendite e incorporano, quindi, la dinamica sia delle quantità sia dei prezzi.

Ehi, questo è interessante, facciamo un rapido grezzo e grossolano calcolo back of the envelope, come dicono gli economisti veri. Dunque, le vendite al dettaglio sono una grandezza nominale, cioè includono prezzi e quantità. Per ottenere il dato reale delle vendite sottraiamo alle medesime la variazione dell’indice dei prezzi al consumo. Su base tendenziale (cioè annuale), in aprile l’inflazione italiana euro-armonizzata era al 3,6 per cento. Quindi, con un complesso algoritmo, abbiamo meno 2,3 meno 3,6 uguale meno 5,9 per cento. Questa è la variazione annua in termini reali (cioè in volumi) delle vendite al dettaglio. Non male. Analogamente, ad aprile l’inflazione mensile era dello 0,6 per cento, la variazione nominale delle vendite al dettaglio è risultata nulla, ergo le vendite reali sono calate in aprile (il famoso mese della svolta) dello 0,6 per cento.

Again, ora chi lo dice a Capezzone?