We don’t report, you decide

Non c’è nulla da fare: passano gli anni, ma SkyTg24 persevera in un modello di informazione decisamente trash, fatto di cronaca (nera e non solo) spinta ai massimi livelli di morbosità e di un collaudatissimo campionario di luoghi comuni, il tutto sapientemente miscelato in uno shaker da cui i fatti sono rigorosamente esclusi. L’ultimo esempio della serie è relativo alla copertura del disastro del volo Spanair all’aeroporto di Madrid-Barajas. Secondo Gianluca Ales, che segue l’evento sul luogo, si sarebbe trattato di “una tragedia evitabile, forse“. Frase che in sé rappresenta una violenta colluttazione con la logica. Un evento è evitabile o non lo è, ma per saperlo occorre attendere di conoscerne l’esatta dinamica, che incredibilmente per Ales invece “è stata chiarita”. E poiché nessuno ha praticamente ancora iniziato le indagini sarebbe opportuno, soprattutto in simili drammatiche circostanze, fare giornalismo limitandosi a descrivere i fatti, e non fornire opinioni.

Opinioni peraltro unidirezionali e mirate ad accusare della tragedia il mercato, anzi l’orrido mercato del low cost. Quello dove, secondo Ales, vige una legge della giungla che “impone di tagliare i costi”, sottintendendo con essi anche gli standard minimali di sicurezza, come lamentato dai sindacati di Spanair in un gioco delle parti che anche noi italiani stiamo vivendo con il caso degli Eurostar “spezzati” in manovra. Ales continua chiedendosi perché il volo non sia stato sospeso o rinviato, visto che si era determinato già un ritardo di un’ora nella procedura di decollo. Se questa fosse l’unica motivazione, bisognerebbe inferire che l’intera aviazione civile mondiale andrebbe seriamente ridimensionata, visto che i ritardi al decollo sono la regola e non l’eccezione. Al momento, non vi è nessuna evidenza di problemi tecnici nella fase precedente il decollo. Più precisamente, non vi è traccia di tali problemi in nessuno dei resoconti dei grandi media globali, che correttamente attendono gli esiti delle indagini sui dati di volo e sul registratore vocale dell’aereo. Per SkyTg24, invece, è già tutto chiaro: l’assassino è il mercato. Ales parla del caro-petrolio che sta strangolando Spanair (che egli si ostina a chiamare Spainair), ed aggiunge inoltre che la compagnia spagnola avrebbe lasciato negli hangar 19 dei suoi 51 aerei, “per l’impossibilità di sostituire i pezzi”. Questa è un’affermazione demenziale, ed ancora una volta non suffragata da uno straccio di evidenza fattuale: tutte le compagnie aeree, in tempi di caro-carburante, riducono i voli ed il numero di velivoli utilizzati, è prassi comune. A conferma dell’estrema cura con cui a SkyTg24 si controllano le notizie, Ales afferma che Spanair sarebbe “legata a” Lufthansa: non abbiamo idea di cosa ciò significhi, perché la compagnia appartiene agli scandinavi della SAS; per essere precisi, Spanair gestisce la rotta in code-sharing con la compagnia tedesca, ed aveva a bordo sette passeggeri del volo Lufthansa LH255.

Ma per Ales ci sono solo certezze: ad andare di mezzo, in questa tragedia, “sono gli anelli più deboli della catena” (?), i passeggeri uccisi nell’incidente ed il personale di Spanair, “che perderà il lavoro”. Ma esiste realmente un nesso causale tra questo incidente ed il personale che perderà il lavoro o si tratta di dipendenti il cui esubero era già previsto, in relazione al ridimensionamento necessario a far fronte ai maggiori costi operativi? Di fronte ad un simile, sconcertante ed ideologico modo di fare “informazione”, c’è poco da aggiungere ed un solo modo per difendersi: guardare telegiornali veri, quali Cnn, Bbc, France24, ed anche Al-Jazira International, per accedere a fatti realmente separati dalle opinioni.

Update: il direttore generale dell’Enac, Silvano Manera ha oggi spiegato in trasmissione che, ai fini delle verifiche, non esistono aerei low-cost, perché i controlli sono identici per i velivoli di ogni compagnia aerea. Manera ha peraltro aggiunto che Spanair non è un vettore low-cost. Sgomento della giuliva Raffaella Cesaroni, che aveva formulato la domanda-pulitzer affermando che le compagnie low-cost “tendono a far volare il maggior numero di aerei possibile”. Qualcuno spieghi alla signorina il significato di costi e ricavi, per favore.

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