Gemelli diversi

Barack Obama presenta il progetto di bilancio per il prossimo anno fiscale, che inizia in ottobre, e cambia radicalmente approccio contabile rispetto all’era-Bush. Il deficit raggiungerà quest’anno gli 1,75 trilioni di dollari, pari al 12,3 per cento del Pil, e nell’intendimento di Obama dovrebbe ridiscendere a soli 533 miliardi di dollari nel 2013, al termine del mandato presidenziale. Nelle proiezioni della Casa Bianca vi sono alcune assunzioni piuttosto ottimistiche, forse eroiche: come la crescita reale del Pil, stimata al 3,2 per cento nel 2010 e addirittura oltre il 4 per cento nei due anni successivi, ben oltre le previsioni dei principali forecasters indipendenti privati, circostanza che potrebbe sovrastimare la traiettoria di rientro del deficit, sport preferito dai politici di ogni latitudine.

La manovra prevede un aumento dell’aliquota marginale massima dal 2011, anno di scadenza dei tagli d’imposta di Bush, dal 36 al 39,6 per cento per i single con reddito oltre 200.000 dollari e le coppie oltre 250.000 dollari, l’eliminazione di alcune agevolazioni fiscali a vantaggio di produttori di gas e petrolio, ed un sistema di cap and trade sulle emissioni di anidride carbonica. Quello che appare particolarmente innovativo, nel progetto di bilancio obamiano, è l’eliminazione di tutti i trucchi contabili utilizzati negli otto anni della presidenza Bush, che vale la pena riassumere:

  1. Omissione delle stime dei costi delle guerre in Iraq ed Afghanistan. Ogni anno, negli ultimi 5 anni, la Casa Bianca si è presentata davanti al Congresso fingendo sorpresa e chiedendo fondi. Con questo budget Obama introduce formalmente le stime di costo per i prossimi anni, e le indicizza a qualcosa di simile all’inflazione attesa;
  2. Ogni anno, l’Amministrazione Bush fingeva di far scadere la “AMT patch, la rivalutazione dell’imponibile ai fini di neutralizzazione della Alternative Minimum Tax che ogni anno rischia di trascinare un crescente numero di famiglie (anche a reddito medio) verso un aumento di pressione fiscale. In questo modo le proiezioni di gettito si impennavano, riducendo il deficit, ma solo fino all’approvazione del patch successivo, per un costo di svariate decine di miliardi di dollari annui. Ora il costo di neutralizzare la AMT è spesato per i prossimi dieci anni. Eliminato anche il giochetto di fingere di tagliare i pagamenti ai medici convenzionati con il Medicare;
  3. L’Amministrazione Bush usava il baseline scenario per promettere il dimezzamento del deficit di bilancio. Obama ha promesso il dimezzamento del deficit rispetto all’importo di 1000 miliardi di deficit ereditato, non a quello molto più alto che si verificherà il prossimo anno fiscale per effetto della recessione. Questa è una mossa audace, anche troppo.

Alcune considerazioni al margine ed in ordine sparso: questo progetto di bilancio implica imponenti riallocazioni dei maggiori capitoli di spesa pubblica federale, e conseguente redistribuzione a favore delle classi di reddito basso e medio: attendersi una battaglia al Congresso è previsione sin troppo facile, stante che di bipartisan in questo progetto c’è ben poco. Obama farà scadere i tagli d’imposta di Bush, esattamente come sostenuto al termine della campagna elettorale, quando, correttamente, condizionò l’inasprimento fiscale al miglioramento della congiuntura. Agire nel 2011, quando cioè la ripresa dovrebbe essersi auspicabilmente manifestata, è mossa del tutto razionale. Ma queste considerazioni non le troverete sul blog che si legge sui banconi del bar dello sport, dove da sempre si continua ossessivamente a ripetere che Obama starebbe pedissequamente imitando Bush, inclusi i tagli d’imposta: peccato che quelli di GWB fossero finalizzati ad appiattire la curva delle aliquote dell’imposta personale sui redditi, beneficiando i contribuenti più agiati, mentre quelle di Obama sono soprattutto tax expenditures mirate ai redditi medi e bassi, come la riduzione della payroll tax ed i crediti d’imposta per lavoro dipendente e figli a carico. You say tomato, I say potato. Ma tant’è: chiacchierate, chiacchierate, assai poco resterà.

Tra le curiosità, è previsto un signoraggio negativo sulle monete metalliche per 1 miliardo di dollari l’anno, cioè il costo di produzione delle monete è previsto eccedere il loro valore facciale. Un vero shock per i cospirazionisti alle vongole di casa nostra.