Torna il credit crunch. O no?

Da qualche settimana sta verificandosi un fenomeno che desta qualche preoccupazione sull’evoluzione della congiuntura: gli aggregati monetari stanno contraendosi. Ciò ha indotto alcuni osservatori (ultimo in ordine di tempo Albert Edwards, lo strategist – e noto perma-bear azionario – di Société Générale) a parlare esplicitamente di ritorno del credit crunch.

La storia è nota: le operazioni di easing quantitativo attuate dalle banche centrali hanno determinato una forte espansione delle riserve bancarie, che assieme al circolante rappresentano la base monetaria. Quest’ultima si trasforma in offerta di moneta (pari alla somma di circolante e depositi, variamente definiti) in misura variabile e determinata dal moltiplicatore della moneta.

L’offerta di moneta ha differenti definizioni, tra le quali le più diffuse sono MZM, M2 ed M3. La prima sigla, ad esempio, è l’acronimo di Money with Zero Maturity, ed è uguale a M2 meno i depositi a tempo, più i fondi comuni monetari. Soffermiamo l’attenzione su quest’ultimo dettaglio: in queste settimane negli Stati Uniti sta verificandosi un imponente deflusso dai fondi monetari, determinato sia dalla non convenienza a detenere strumenti di risparmio a rendimento nullo, nell’epoca di tassi a zero, sia dalla scadenza della garanzia federale su tali fondi, avvenuta lo scorso 18 settembre.

Per questo canale è quindi verosimile attendersi (e lo stiamo già vedendo) una contrazione piuttosto marcata di tutti gli aggregati monetari in cui sono presenti i money market mutual funds, soprattutto considerando la ridotta creazione di credito bancario (in contrazione per l’esigenza degli intermediari di ridurre il grado di leva finanziaria), che si riverbera sull’offerta di moneta attraverso il moltiplicatore dei depositi. Ciò non significa quindi, prima facie, che sia in atto un credit crunch (o un aggravamento del medesimo, a seconda dei punti di vista).

La conclusione da trarre è che l’eccezionalità del periodo che stiamo vivendo si riflette in alterazioni anche vistose delle normali metriche che segnalano le condizioni dell’economia. Mai come oggi è vero quanto ebbe a dire anni addietro Alan Blinder, durante la sua permanenza alla Fed:

“Non siamo noi ad aver abbandonato gli aggregati monetari, sono gli aggregati monetari ad aver abbandonato noi”

MZM, variazione tendenziale assoluta
MZM, variazione tendenziale

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