Doti dialettiche

A Ballarò, Maurizio Lupi polemizza con Tito Boeri utilizzando argomentazioni robustissime: “professore, ma dove ha letto queste cose, su Topolino?” Poi si lancia in una imbarazzante concione su tutti gli organismi internazionali che avrebbero espresso giudizi lusinghieri sul nostro paese. A noi non ne vengono in mente (anzi), se non (forse) il fantasmatico CLI dell’Ocse, che come sappiamo è poco più di un’ombra sulla caverna.

Quando Floris chiama la pubblicità Lupi, credendo di essere fuori onda e a microfono spento, esclama “adesso, cazzo…”, che dovrebbe essere l’autocompiaciuto suggello alle sue indiscutibili doti dialettiche. Soprattutto in economia, dove dimostra di padroneggiare la materia come pochi.

Ma ieri sera da Floris c’era una sorta di contest di abili retori. Oltre a Lupi, anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, per l’occasione travestito da ministro dell’Offesa. Il quale replica alle obiezioni di Boeri, che ha parlato (in modo venialmente improprio) di “finanziamento pubblico dei partiti”, anziché di “rimborsi elettorali”, con una frase di questo tipo: “Professore, io ammiro molto la sua famiglia, che annovera architetti esperti di ‘giardini verticali” ed economisti, e ammiro anche la sua capigliatura, vorrei conoscere il nome del suo parrucchiere, ma di queste cose lei non capisce”. Effettivamente, è assai difficile ribattere ad argomentazioni così solide.

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