Le formiche stremate

Pare incredibile, ma a causa della crisi (che è psicologica, non dimenticatelo), le famiglie italiane non solo contraggono i propri consumi, ma addirittura attingono ai risparmi. Questo per quanto riguarda la mistica del paese virtuosamente risparmiatore che riesce a finanziare il debito pubblico (solo al 50 per cento circa, in realtà).

C’è un trend di lungo periodo di risparmio calante legato alla demografia, cioè all’invecchiamento progressivo della popolazione residente. C’è un’evoluzione socioeconomica, legata ad esempio alla diffusione di famiglie mono-nucleari (che non sono l’habitat migliore per lo sviluppo del risparmio); soprattutto, c’è un persistente dualismo nel mercato del lavoro che rende i consumi fragili, precari e spesso derivati da quelli delle famiglie di provenienza. C’è la scomparsa del welfare, che ad esempio trasforma in consumi le prestazioni sanitarie, ma a pressione fiscale invariata, frenando i consumi discrezionali a tutto vantaggio di forme di risparmio precauzionale da incertezza. E c’è una tendenza di breve termine legata all’insufficiente sviluppo del reddito, cioè alla crisi. Basti pensare, oltre al calo del numero di occupati, anche a quanta parte del reddito “normale” viene falcidiata dalla cassa integrazione. Che è meglio che nulla, ovviamente, ma incide. Ora c’è solo da attendere che la manovra correttiva dispieghi i propri effetti in ambito locale, e il cerchio sarà chiuso.

Servirebbe maggiore concorrenza nei servizi destinabili alla vendita, per provocare una “deflazione virtuosa” a sostegno del  potere d’acquisto. Ma oggi basterebbe solo ad attutire l’impatto della crisi ed una tendenza all’erosione di lungo termine del tasso di risparmio che pare strutturale. Invece abbiamo una lievitazione di tariffe pubbliche che affiancano e non sostituiscono la pressione fiscale diretta, perché in questo paese non è possibile piegare l’andamento della spesa. Un governo che governi dovrebbe porsi anche questi problemi, la cui gestione non ha ritorno immediato di breve termine ed è poco spendibile nella tornata elettorale successiva. Ma preferiamo non parlarne, forse per timore di essere intercettati.

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