Formidabile quel trimestre

Giorni addietro il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, ha previsto che il secondo semestre di quest’anno, per l’economia di Eurolandia, dovrebbe essere

«Significativamente meno dinamico del secondo trimestre, perché il secondo trimestre sembra essere davvero eccezionale»

Abbiamo l’impressione che, anche dato il contesto dell’economia globale, “eccezionale” diverrà sinonimo di “non ripetibile”, ma attendiamo gli sviluppi.

O forse Trichet si riferiva al dato tedesco, pubblicato oggi e che fa segnare un mirabolante più 2,2 per cento congiunturale (cioè trimestre su trimestre, e non annualizzato, secondo la convenzione europea), contro attese per un più 1,3 per cento. Il miglior risultato dalla riunificazione, un passo da paese emergente, visto che il dato annualizzato ammonta a quasi il 9 per cento di crescita. Una crescita tendenziale del 3,7 per cento, corretta per i giorni lavorati, con revisione al rialzo anche del dato del primo trimestre.

Come da attese, la crescita tedesca è stata guidata da export ed investimenti, ma anche i consumi, pubblici e privati, hanno contribuito all’espansione. Verosimile che il marcato deprezzamento dell’euro abbia accelerato la crescita dell’economia tedesca, che tuttavia mostra storicamente di non essere dipendente in modo marcato dall’andamento del cambio, dato l’elevato valore aggiunto delle sue produzioni. Oltre alla spinta dei paesi emergennti, e senza nulla togliere al vigore dell’economia tedesca, a noi resta il sospetto che su questo dato abbia influito anche la “vacanza” dal risanamento che gli Stati Uniti si sono presi negli ultimi mesi.

Anche la Francia si è ben comportata, con un più 0,6 per cento nel trimestre, che porta la crescita annuale a più 1,7 per cento. L’Italietta, col suo più 0,4 per cento congiunturale e più 1,1 per cento tendenziale (sul quale i nostri politici di maggioranza ed i loro corifei hanno già innestato l’abituale epopoea della “ripresa”) si conferma economia asfittica e trainata dalla loc0motiva tedesca, finché dura.  Ma l’importante è accontentarsi, oltre ad avere Minzolini in attacco.

Ma i nostri eroi potranno comunque rallegrarsi delle “pezze al culo” (cit.) rappresentate dell’assai esile più 0,2 per cento congiunturale spagnolo (con tendenziale a meno 0,2 per cento), e dell’inarrivabile meno 1,5 per cento congiunturale greco. Noantri semo poveri e gite nun ne famo.

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