Fine della galoppata italiana

Con il nuovo scenario determinato dallo shock petrolifero, dall’imminente rialzo dei tassi di interesse della Bce e dal rafforzamento dell’euro “il profilo della ripresa viene modificato e, a parità di condizioni, il Pil italiano potrebbe risentirne per un totale di quasi un punto percentuale nel biennio 2011-2012, con l’impatto maggiore l’anno prossimo”. E’ quanto si legge nella congiuntura flash del Centro Studi di Confindustria.

“Rispetto al quadro delineato tre mesi fa con lo shock petrolifero (dovuto a fattori extra-economici) il greggio è di un quarto più costoso e anche le altre materie prime riducono il potere d’acquisto dei paesi consumatori; la Bce ha anticipato i rialzi dei tassi; il cambio dell’euro è più forte di quasi l’8% sul dollaro”. L’effetto, secondo il Csc, “sarebbe molto attenuato qualora rientrassero rapidamente le turbolenze politiche nei paesi esportatori di beni energetici e la Bce non varasse rincari seriali del denaro, calmierando anche il cambio”

Se avessi le ruote sarei un tram, però. A proposito, ottima idea quella di alzare le accise sui carburanti in questo momento. Secondo voi, un paese che non cresce ed ha un rapporto debito-Pil del 120 per cento rassicura i mercati o li innervosisce?

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