Facevamo già abbastanza

Si, lo sappiamo: le circostanze cambiano, occorre essere pragmatici e realisti, eccetera. Però siamo sinceramente preoccupati per la “stampa amica” del premier, il cui compito è quello di fornire copertura ideologica a tutte le giravolte e le panzane in cui il Nostro si esibisce quotidianamente.

Certo che a soli dieci giorni di distanza, avremo problemi anche con la nota demenza dell’opinione pubblica italiana, quella che causa una memoria di breve termine incline alla cancellazione:

L’Italia mantiene la linea sulla Libia che non prevede partecipazioni dirette ai bombardamenti. E’ quanto è emerso durante il Consiglio dei ministri, nel corso del quale, secondo quanto riferito da fonti di governo, il premier Silvio Berlusconi ha detto: “Facciamo già abbastanza”. Quello che l’Italia sta facendo in Libia “è in linea con la risoluzione Onu” ha spiegato il premier nel corso del Cdm, sottolineando – secondo quanto riferito da fonti governative – che “considerato la nostra posizione geografica ed il nostro passato coloniale, non sarebbe comprensibile un maggiore impegno”. La posizione dell’Italia che continua a dare il “massimo appoggio con le sue basi” ma non prevede un maggior impegno bellico nel paese – ha proseguito Berlusconi, secondo quanto riferito dalle stesse fonti – “è stata capita e apprezzata dagli alleati” (Ansa, 15 aprile 2011)

La domande sorgono spontanee: tra le “azioni mirate” della confusa coalizione internazionale c’è anche l’eliminazione fisica di Gheddafi? Abbiamo un regime change, alla fine? Prossimo passo, le armi ai casinisti ribelli, per “Proteggere la popolazione civile”? Ed ora, via agli editoriali neocon. Tanto, come direbbe il premier in una delle sue celebri barzellette, gli italiani non hanno più la memoria di un tempo. Però i nostri missili saranno di “estrema, estrema precisione“, signora mia.

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