Le tasse non sono tutto, nella vita

Mentre a Ballarò il buon Maurizio Sacconi ha ribadito l’infondata tesi fortisiana secondo la quale la Francia crescerebbe poco più di noi solo grazie al maggior rapporto deficit-Pil (dimenticando che, senza la crescita della spesa pubblica, nel primo trimestre di quest’anno il Pil italiano si sarebbe contratto), ieri Tremonti in Transatlantico, durante il voto sul dl sviluppo (che ha regalato a Berlusconi quella che il fido Sallusti oggi definisce “super fiducia”), ha fatto una scoperta raggelante:

«La Francia ha due punti di pressione fiscale in più, eppure cresce più di noi»

Mai provato con i paesi scandinavi, ministro? Fuori dall’Europa se ne erano accorti anche negli States, durante la presidenza di Bill Clinton, peraltro. Ma forse Tremonti sta preparando il terreno per informare i sudditi che il taglio delle tasse in fondo non è così determinante, ma che ci deve essere qualcos’altro che fa crescere un paese. Pronta la pattumiera della storia per vent’anni di menate sul taglio delle tasse che muove il mondo. Solidarietà sincera ai liberi servi del Capranica.

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