Sospendete Deaglio, anche temporaneamente

Sui quotidiani del gruppo Poligrafici, intervista a Mario Deaglio, l’uomo che sta ormai scalando la classifica dei nostri editorialisti di riferimento, per sorridere un po’ in questa crisi così deprimente.

Che fare, quindi, secondo Deaglio? Prima di tutto, separare investitori e “speculatori”:

«Bisognerebbe poter indagare negli scambi che avvengono al di fuori dei mercati regolamentati, bisognerebbe andare a vedere chi vende titoli di stato italiani, se sono vendite allo scoperto, quanti sono i venditori, e soprattutto se sono sempre gli stessi»

Certo, e inseguirli fino alle lune di Tannhëuser ed a quelle di Antares, se serve. Se Deaglio scoprisse che si tratta di vendite “in contanti”, come direbbe lui, e che a vendere sono fondi pensione  e fondi comuni internazionali e domestici, come ci resterebbe? E vogliamo vietare l’acquisto di protezione sui derivati, in attesa che passi la nottata? Così tutti venderebbero allo stesso momento? L’intervistatrice suggerisce che il governo dovrebbe “parlare con gli investitori”. Ci parla già la Banca d’Italia, se è per quello. Oh, se ci parla.

Ma Deaglio sta già scrivendo il canovaccio di questo meeting (gli “stati generali” della psichedelia, potremmo intitolarlo), nel corso del quale il governo dovrebbe convincere gli investitori che “la ricchezza privata non può scappare, perché gli investitori italiani sono statici”. Beh, si, questa merita il Premio Fortis, senza dubbio. Anche perché è difficile trascinare la propria abitazione in Svizzera, anche se abitaste a Como o Varese.

E se ciò non dovesse bastare? Chiede l’intervistatrice. Semplice, replica Deaglio,

«Chiudere i mercati secondari dei titoli di stato»

Certo, perché non ci abbiamo pensato prima? Chiudere l’MTS, come scrivono i compassionevoli titolisti del QN. E per i mercati fuori dal paese? Per il future sul Btp trattato sull’Eurex? E per i mercati over the counter sparsi in giro per il mondo, e per quelli che sorgeranno un minuto dopo lo shutdown di quello italiano? Guardate che l’MTS italiano è un autentico mostro planetario, pensate davvero che una sua chiusura non causerebbe devastazioni maggiori di quelle che il buon Deaglio-Balanzone tenta di curare con questi suggerimenti?

E, in subordine (bontà sua), il professore torinese suggerisce di vietare il naked short selling, la vendita allo scoperto senza passare dal prestito titoli. Lo si faccia pure, per carità, ma se le vendite sono di real money accounts, non servirà a nulla. Per l’ennesima volta, qualcuno spieghi a Deaglio (e non solo a lui) come funziona un mercato finanziario globalizzato, cerchiamo di por fine a questo strazio di un accademico che ha deciso di affossarsi definitivamente la reputazione.

In chiusura, per i risparmiatori, un suggerimento: avete fondi comuni, monetari od obbligazionari? Controllate le loro performance, assolute e (soprattutto) contro il rispettivo benchmark. Se il fondo perde a rotta di collo contro un benchmark non domestico (ad esempio uno dei JPMorgan Emu), significa che è in vistoso sovrappeso di titoli italiani. In quel momento, maledirete il fatto di aver affidato i vostri soldi a gestori “patriottici” e non a “speculatori”. O meglio, di averli affidati a gente che “speculava” (i.e., “guardava nel futuro“) circa il fatto che l’Italia fosse safe and sound, e rendesse di più degli altri senza un “motivo apparente”, ed invocherete un bailout.

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