L’anno orribile della centrale del complotto

Come riporta l’Economist (ma anche il vostro titolare, più umilmente, lo aveva segnalato in passato) quest’anno gli hedge fund hanno registrato in media performance terribili, soprattutto rispetto alla loro missione, che sarebbe quella di guadagnare (o almeno non perdere) qualunque cosa accada.

La media di categoria, da inizio anno, perde il 9 per cento, a fronte di un calo del 3,4 per cento dell’indice S&P 500 della borsa americana. Nel 2008, altro anno di catastrofi, la perdita era stata del 19 per cento. Pensate, questi orridi strumenti del demonio finanziario quest’anno le hanno prese di santa ragione dal destino cinico e baro. Quando l’azionario ha cominciato a scendere, loro si sono messi a cercare col lanternino le azioni presunte sottovalutate, salvo accorgersi che la crisi era talmente grave da mandare a pallino il principio di diversificazione spingendo settori ed aree geografiche verso la perfetta correlazione (tutti si muovono nella stessa direzione: all’ingiù). Quando il ribasso si è accentuato, gli hedge fund hanno tagliato la leva finanziaria, quella che amplifica utili e perdite, ma solo per prendersi in faccia i rally di breve periodo più o meno violenti che caratterizzano ogni mercato ribassista di medio-lungo termine.

I gestori sono terrorizzati che questo lunghissimo ciclo di mercato si riveli esiziale per lo strumento, che si sta dimostrando del tutto inefficace rispetto alla sua missione originaria. Alcuni hedge sono tentati di accumulare liquidità e godersi il panorama, ma temono di essere criticati dai clienti (fino al disinvestimento); meditano di andare completamente investiti, ma temono che le loro “sofisticate” strategie di investimento vengano per l’ennesima volta spazzate via dalla crisi.

Non c’è che dire, come avidi speculatori con i canini particolarmente acuminati, gli hedge non paiono molto nel ruolo. Riusciremo a farlo capire a politici e giornalisti in cerca di spiegazioni a buon mercato? Difficile, molto difficile. Il vostro titolare ci aveva provato con Report ma la sua voce non vi è mai giunta, perché palesemente discordante con il taglio della puntata. Quindi ve lo ribadiamo da questi pixel, che continuano a non essere in vendita.

L’invito resta sempre quello: passate un po’ meno tempo al bar sui social network, e un po’ di più a leggere e documentarvi. Potrà esservi utile per evitare di essere aggrediti dalle dissonanze cognitive.