La stampa italiana non può farcela da sola

Qui di seguito la trascrizione del press briefing del Fondo Monetario Internazionale, in cui il direttore del Dipartimento Affari Fiscali, Carlo Cottarelli, ha parlato delle problematiche che affliggono i grandi paesi della periferia dell’Eurozona, quelli più a rischio di trovarsi privi di accesso ai mercati del funding a causa della fuga degli investitori.

In particolare, premesso che di sola austerità non si vive (e più probabilmente si rischia di morire, in questo momento), alla domanda su cosa serva al nostro paese per uscire dalla crisi, Cottarelli risponde:

«L’Italia ha essenzialmente bisogno di tre cose. La prima è l’aggiustamento fiscale, e sta accadendo a passo piuttosto buono, come ho detto prima. […] La seconda cosa di cui l’Italia ha bisogno, e ciò sta accadendo, sono riforme strutturali per spingere produttività, competitività e crescita potenziale. Anche questo sta accadendo. Come sapete, il governo italiano ha già identificato alcuni passi per liberalizzare l’economia. Ulteriori passi stanno per arrivare o saranno annunciati nei prossimi giorni»

«La terza cosa necessaria – e ciò va oltre quello che l’Italia può fare da sola – e questo è stato citato sia da Jose [Viñals] che da Olivier [Blanchard], è il bisogno di disporre di firewalls più forti in Europa, un finanziamento più forte, perché questo faciliterà grandemente il calo dei tassi di interesse. E ancora, questo sarà positivo per i conti pubblici e sarà positivo anche per l’economia»

Nulla di sconvolgente, sono concetti (in particolare quello del bazooka) che su questi pixel leggete da molto tempo. Resta da capire come sia stato possibile che quella frase (“and this goes beyond what Italy can do on its own“, “e ciò va oltre quello che l’Italia può fare da sola”) sia diventata, per ridondanza di tutti i media italiani, un sinistro “l’Italia non può farcela da sola”, che suggerisce l’impossibilità per il nostro paese di uscirne senza una qualche forma di assistenza finanziaria “esterna”, magari dello stesso FMI. Ieri, nel tardo pomeriggio, abbiamo sentito SkyTg24 sintetizzare il concetto con un lapidario e psichedelico “durissimo monito del FMI all’Italia”. Sempre su SkyTg24, ma nel corso del quotidiano di economia, lo stesso Cottarelli aveva risolutamente smentito di aver mai pronunciato la frase poi riportata dai nostri media.

In sintesi, non solo ennesima figura di palta per la nostra informazione ma (cosa ben più grave) patetico tentativo autoassolutorio, con accuse a Cottarelli di essersi rimangiato la prima versione. Peccato che la “rettifica” avrebbero dovuta darla i media italiani assieme a sentite scuse, non certo Cottarelli. Interessante questo uso orwelliano della lingua italiana.

Riusciremo ad avere una stampa che si libera della sindrome dello scoop e verifica le notizie, magari con un buon traduttore o con qualcuno che capisca qualcosa di economia? Eppure giornalisti economici preparati in Italia ne esistono, come dimostra il fatto che ieri qualcuno aveva subito verificato la “notizia”. Questo rende ancora più deprimenti episodi come questo, quando si verificano.

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