Semplificate, semplificate, qualcosa resterà

Il Sole ha chiesto ai propri lettori di indicare quali misure adottare per semplificare il fisco. A giudicare dai primi risultati, possiamo dire che ce lo meritiamo tutto, il fisco che abbiamo. Plebiscitata la solita bufala del contrasto di interessi (erroneamente indicato dal giornale come “conflitto di interessi”), che oltre a non servire a nulla causerebbe un’apocalisse di red tape a colpi di scontrini e fatture collezionati e contraffatti, visto che siamo in Italia. C’è anche un bell’aumento di dieci punti percentuali dell’Iva a compensazione di uno sgravio equivalente di Irpef (e chi lo ha detto che la variazione percentuale debba essere la stessa? Boh). Proposta anche la creazione di una “agenzia delle Uscite”, per controllare la spesa. Abbiamo una notizia per i proponenti di questa rivoluzione tolemaica: l’Agenzia delle Uscite esiste già, si chiama Tesoro. Le altre cosiddette proposte potete leggerle da soli, ed hanno un denominatore comune: complicano invece che semplificare, e causerebbero enormi buchi di bilancio pubblico. Non sorprendentemente, i lettori hanno scambiato la semplificazione fiscale con il taglio della pressione tributaria. Del resto, se i referendum su questa materia sono vietati dalla Costituzione un motivo ci sarà.