Occupy Boccia’s Mind

“I titoli derivati rappresentano in valore nove volte e mezzo il Pil del mondo, sono dimensioni da crack mondiale. E’ evidente che il sistema finanziario mondiale non può reggere, mi dispiace dirlo ma l’avevamo detto, dal crack Lehman Brothers in poi chiediamo che i titoli non monitorati e con contratti non standardizzati vengano messi fuori legge”. Lo ha detto a Radio Radicale il responsabile delle mitologiche “commissioni economiche” del Pd, Francesco Boccia. Che in seguito sviluppa l’argomentazione secondo criteri che gli permetteranno di essere candidato al Nobel della Logica e a quello della demagogia.

Prosegue Boccia, già noto per essere appassionato di teorie aureo-cospirative:

«Alcuni governi hanno fatto orecchie da mercante, anche alcune autorità di controllo hanno pesanti responsabilità. Quando chiedevamo tutto questo passavamo come antichi non all’altezza dei tempi. Purtroppo la condizione generale oggi impone scelte drastiche ed io sono molto preoccupato perché l’economia reale, soprattutto del mondo occidentale, che ha dato vita a questi strumenti derivati e a quest’uso improprio non è in grado di coprire eventuali perdite che dovessero venire fuori. Siccome sono dimensioni sproporzionate io penso che sia venuto il momento di bloccare tutto»

«Mi rendo conto che bloccare tutto significhi probabilmente far fallire alcune banche, un terzo di questa carta è nella pancia di banche americane, ma è meglio far fallire anche presto alcune banche che non far fallire tra qualche mese o qualche anno alcuni stati»

conclude Boccia. Abbiamo trovato il proiettile d’argento, era ora. Ma anche no. A parte la solita litania sul nozionale lordo anziché netto dei derivati esistenti, dove il secondo è una infima frazione del primo, che tuttavia fa molta scena ed è il dato prediletto da politici di tutte le latitudini; a parte l’eventuale centralizzazione degli scambi in derivati su casse di compensazione regolamentate, che ci può anche stare (anche se già oggi esiste un sistema di margini di garanzia anche nei contratti over the counter).

Ma resta, in capo a tutto, questo trascurabile problema di “lasciar fallire le banche”. Le quali, fallendo, porterebbero all’inferno con sé anche l’economia dei paesi coinvolti. Perché le banche sono sistemiche, esimio Boccia, e se Lei non conosce il significato del termine, beh, abbiamo sprecato una crisi, come direbbe Rahm Emanuel.

Davvero Boccia pensa che sia meglio “far fallire subito alcune banche” per togliersi il dente, e riesce anche a restare serio mentre pronuncia queste parole di chiara ispirazione grillesco-antagonistica e come tali altrettanto prive di senso? Boccia sa o dovrebbe sapere che “lasciar fallire le banche” non si può, detto molto banalmente, e che se le banche dovessero invece essere nazionalizzate finirebbe come in Irlanda, con deficit e debito sovrani alle stelle, e quindi il rischio di “far fallire tra qualche mese o qualche anno alcuni stati”. Tertium non datur. Va bene atteggiarsi a “oracoli del giorno dopo” per far vedere quanto si è ganzi e cassandre inascoltate dai barbari, ma ogni volta manca quel fondamentale limitatore di giri che è il senso del ridicolo.

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