Somari dorati

Una notizia nelle ultime quarantott’ore ha fatto rapidamente il giro della leggendaria Rete, giungendo a riecheggiare sin dentro i palazzi della politica: le riserve auree della Banca d’Italia sono diminuite! Accorruomo, gli gnomi della finanza sono arrivati per incravattare il nostro paese, e ancor prima che al medesimo venga inferto il colpo di grazia della nuova tassa di due centesimi per ogni sms inviato, per finanziare la Protezione Civile! Scandalo e disdoro! Presto, corriamo ad imbrattare i pixel e le agenzie di stampa!

Puntuale, e ripresa oggi da alcuni quotidiani, è arrivata la preoccupata dichiarazione di Francesco Boccia, che di mestiere farebbe il “coordinatore delle commissioni economiche del gruppo del Pd”, che chiedeva “che il Parlamento sia informato sull’uso che è stato fatto di questi fondi”, rilanciando poi un suo vecchio quanto bislacco (perché riferito a qualcosa che semplicemente non esiste né mai è esistito) cavallo di battaglia: “vorremmo capire se [tali fondi] sono stati utilizzati come collaterali dei prestiti della Bce”.

In un baleno, la Rete si è riempita di copiancolla di questo pezzo, scritto sotto la minaccia di un embolo armato, che prefigurava sciagure, morte e distruzione per l’Italia dei Professori-Quisling e tutti i loro reggicoda. Fior da fiore:

«A scendere, in particolare, sono state le riserve in oro, diminuite in valore di 5,669 miliardi a 98,123 miliardi al 31 marzo 2012. Si vendono l’oro e senza dire niente ai cittadini! Dov’è finito quell’oro: venduto ai russi o ai cinesi, avidi compratori di riserve auree in questo momento? Oppure è andato in pegno alla Bce come collaterale di qualcosa, su richiesta della Bundesbank sempre più terrorizzata dalle perdite potenziale del programma Target 2? Una cosa è certa, l’operazione non nasce dall’emergenza»

Sull’ultimo punto concordiamo toto corde: l’operazione non nasce dall’emergenza, bensì dalla fantasia e dall’ignoranza. Le riserve sono valorizzate a mark-to-market, e capita che il prezzo dell’oro sia sceso, nel corso del mese di marzo. Come infatti la stessa Banca d’Italia è stata oggi costretta a ricordare con una nota, a beneficio di Boccia e di tutti i bocciati che strimpellano tastiere.

Il calo delle riserve auree della Banca d’Italia di poco meno di 6 miliardi registrata nell’ultimo dal Bollettino Statistico è dovuto interamente alla variazione del prezzo dell’oro. E’ quanto spiegano fonti della Banca d’Italia in merito a notizia di stampa. Le fonti fanno osservare che “il dato si riferisce alla variazione del valore dell’oro fra il 29 febbraio e il 31 marzo 2012 e che tale diminuzione è perciò interamente da attribuire al movimento di prezzo dell’oro contro euro, che è passato da circa 1.319 euro/oncia il 29 febbraio a 1.245 euro/oncia il 31 marzo”.
Inoltre, sottolineano le stesse fonti, “operazioni  che dispongano un utilizzo delle riserve a garanzia collaterale dei prestiti della Bce o altre operazioni dispositive sulle riserve auree non sono mai state prese in considerazione, né tantomeno effettuate” (Ansa)

Però voi non credeteci. Sicuramente c’è qualcosa dietro. Lo chiederemo il 31 maggio al governatore Ignazio Visco, quando il medesimo svolgerà le sue prime “Considerazioni finali”. Per l’occasione non a Palazzo Koch, ma a Roswell.