Bamboccioni di Sua Maestà

Pubblicati i conti pubblici britannici del mese di maggio, e non è un bel vedere: il deficit al netto degli aggiustamenti finanziari cresce a 17,94 miliardi di sterline, contro attese per un valore di 14,8 miliardi. Rivisto al ribasso anche il dato di aprile, da 16,5 a 17,6 miliardi. A maggio 2011 il fabbisogno era di 15,2 miliardi di sterline. Dopo i primi due mesi dell’anno fiscale (che inizia il primo aprile), i conti pubblici britannici sono già in grave affanno, con uno sforamento di 3,9 miliardi di sterline e in traiettoria per sfondare i 120 miliardi di sterline previsti.

Pur al netto di quelli che il Tesoro definisce eventi una tantum e che possono aver appesantito il saldo, gli incassi delle imposte su reddito e capital gain sono inferiori del 7,2 per cento rispetto allo stesso mese dello scorso anno, con andamento molto pesante per il gettito d’impresa, mentre la spesa per benefit sociali, legata ad esempio ai sussidi di disoccupazione e più in generale al welfare legato al reddito, cresce di ben l’11,2 per cento annuale.

Intanto, il governatore di Bank of England, Mervyn King, si abbandona al pessimismo affermando che l’economia britannica non tornerà a rivedere le stelle (cioè a superare il precedente massimo nel livello di Pil) prima del 2017, contro la precedente stima del 2015. Ricordate che l’economia britannica, con quella italiana, è quella che sta facendo peggio dall’inizio della crisi, malgrado l’easing quantitativo ed una valuta liberamente disponibile, per così dire.

Evidentemente, il Regno Unito paga la profonda crisi dell’Eurozona, ma probabilmente anche altro. Per ora, niente Fata Fiducia all’orizzonte, mentre gli stabilizzatori automatici continuano ad operare, come mostra l’andamento tendenziale a doppia cifra dei trasferimenti sociali. Certo, si può sempre provare a tagliare gli stabilizzatori automatici, e vedere di nascosto l’effetto che fa. E pare che l’idea sia frullata in mente a David Cameron, che vorrebbe quindi eliminare i sussidi all’affitto per gli under 25 disoccupati e a basso reddito, per recuperare 2 miliardi di sterline annui. Il lieve effetto collaterale di queste misure sarebbe il ritorno a casa, con mamma e papà, di circa 400.000 persone, e l’immediata fioritura di dotte dissertazioni sociologiche sui bamboccioni di Sua Maestà. Previste trasferte a Londra per Gianfranco Polillo.

Di certo, in assenza di ripresa recessione, questi (e simili) tagli sarebbero ad elevato impatto sulla domanda aggregata, ma volete mettere la fiducia che ne scaturirebbe? A questo punto, Cameron potrebbe tentare la carta epocale: eliminare completamente ogni forma di welfare e vedere che accade. Ma continuando di questo passo, e ad ogni delusione su una economia che “inspiegabilmente” non recupera, è probabile che il nostro “suggerimento” verrà accolto.

No, ragazzi, il Regno Unito continua a non essere un modello, fidatevi.

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