Il settimanale – 18/1/2014

  • Crescono gli spasmi dentro il Pd, con un governo ormai giunto al capolinea (più o meno dalla nascita, a dire il vero), mentre il nuovo avanza reiterando vecchi tic e non riesce a pensare differente;
  • Nel frattempo, per non saper né leggere né scrivere, c’è chi si aggrappa ad antiche certezze;
  • Tra gli ultimi danni previsti per questo esecutivo c’è la finta privatizzazione, a beneficio soprattutto di chi già oggi è il padrone de facto, di un ircocervo fatto da rendite monopolistiche e sussidi dai contribuenti;
  • I sogni del governo muoiono all’alba del nuovo anno, ma c’è chi ancora si ostina a sbagliare calendario;
  • Un inopinato tombeur de femmes socialista si traveste da supply sider per sviare l’attenzione ma sembra soprattutto un parolaio italiano, mentre i suoi ministri si credono Napoleone;
  • Dall’altra parte del mondo, un altro socialista cerca di fermare l’inflazione al grido di todos inspectores;
  • Ma in vetta all’Olimpo di questi semidei falliti c’è sempre e solo Lui;
  • Gioire, e gioiremo!

«La cosa più dura: tornar sempre a scoprire ciò che già si sa» – Elias Canetti

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