Imu 2, la vendetta

Dalla intervista di ieri a Ballarò del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, emergono alcuni punti fermi. Uno è che le coperture dei famosi 80 euro al momento non sono complete, e tra quelle sinora reperite vi è una inquietante componente occasionale. Di conseguenza, esiste un rischio non trascurabile che siamo avviati a replicare la manfrina della “eliminazione” dell’Imu sulla prima casa, di cui porteremo le cicatrici molto a lungo. A margine, si segnalano alcune affermazioni di Padoan piuttosto problematiche.

Ad esempio, sulla anticipazione delle imposte dovute dalle imprese sulla rivalutazione dei beni di azienda, Padoan ha dichiarato:

«Quelle che chiediamo di anticipare sono tasse che le imprese avevano già scontato»

Qui il ministro dimostra di essere un ottimo economista ma un non altrettanto brillante contabile. Perché le aziende, quei soldi, dovranno trovarli quest’anno. Avere “scontato” una imposizione fiscale sul piano economico è cosa completamente differente dal reperimento dei flussi finanziari ad essa connesso. Un discorso analogo, ma che nessuno fa perché è assai poco pop, vale per le banche alle prese con il sostanziale raddoppio dell’imposta sostitutiva sulle plusvalenze Bankitalia. In una prima fase, le banche registrano una plusvalenza puramente contabile, a cui cioè non corrispondono flussi finanziari. Per contro, l’esborso di imposta è tangibile ed immediato, e drena liquidità che in condizioni normali sarebbe impiegabile altrove.

Lo stesso discorso può essere fatto per le imprese: dovranno trovare i soldi di imposte che erano originariamente previste per il 2015 e 2016. Se lo faranno con autofinanziamento, sarà comunque liquidità non destinabile alla gestione; se invece dovranno chiedere soldi alle banche per pagare le imposte, il problema sarà ben maggiore, oltre che molto oneroso. Non è questione di “scontare”, ministro Padoan, che ne dice? La differenza tra “economico” e “finanziario” è primo anno (no, primo semestre) del corso di laurea in Economia.

Come che sia, attendiamo fiduciosi. Sapendo che le “clausole di salvaguardia” esistono e lottano assieme a noi, o più propriamente contro di noi. Ulteriore nota a margine: Padoan, con grande onestà intellettuale, informa che al momento gli 80 euro sono disponibili solo per il 2014 ma che impegno solenne, suo e del governo, è quello di rendere permanente tale aumento. Lungi da noi l’idea di dubitare della parola di Padoan (di quella di Renzi si, ma è altro discorso), ma Padoan non controlla tutte le leve, e di conseguenza non ha potere sugli esiti.

Per ora esiste la possibilità che i beneficiari di tali soldi decidano di considerarli un beneficio temporaneo e non permanente e di conseguenza non li spendano, anche memori della saga dell’Imu, dove alla fine si è pagata la mini-rata anche sulla prima casa, al termine di circa nove mesi di solenni promesse di azzeramento, e ci siamo pure sentiti dire che dovevamo ringraziare per l’esito.

Alla fine, oltre a gufi, rosiconi e soloni milionari, affiorerà anche la categoria più temibile di disfattisti: quella dei ricardiani.

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