E’ arrivato l’ambasciatore

Pare che questo post, sull’operazione di swap aureo della banca centrale dell’Ecuador con Goldman Sachs e sull’introduzione nel paese sudamericano del “dollaro elettronico” non sia piaciuto all’ambasciatore di Quito in Italia, che ha inviato al vostro titolare un piccato messaggio di replica, contenente anche i dettagli tecnici delle due operazioni. Mentre ringraziamo l’ambasciatore per le precisazioni, che trovate in calce a questo post (anche se l’uso della lingua italiana non avrebbe guastato), l’occasione è propizia per ulteriori puntualizzazioni.

Riguardo lo swap aureo con Goldman, si conferma quanto da noi scritto, e non poteva essere altrimenti. Più in dettaglio, come da spiegazione dell’ambasciatore Holguìn, l’operazione su parte delle riserve auree si realizza a mezzo di un derivato creditizio su rischio sovrano:

«Tale struttura finanziaria, prima di generare un rendimento per la banca centrale dell’Ecuador, ha facilitato l’assunzione di rischio sovrano dell’Ecuador da parte di una banca internazionale come Goldman Sachs e la concessione di credito, senza condizionalità politiche, a minori costi finanziari per il paese»

Non ci è chiaro quali sarebbero le “condizionalità politiche” che sarebbero state evitate ma ci è chiaro che la mobilizzazione dell’oro serve anche da garanzia implicita per ottenere un credito da Goldman Sachs per l’importo di 400 milioni di dollari al conveniente tasso annuo del 4,3%. Lo swap aureo produrrà un rendimento tra i 16 ed i 20 milioni di dollari per l’Ecuador, lo 0,85% annuale, frutto di un normale e banale prezzo forward della commodity fisica aurea. In caso di “rialzo straordinario” del prezzo dell’oro tale rendimento potrà salire all’1,05%. Non esattamente la scoperta del fuoco o l’invenzione della ruota, diciamo.

Ne siamo ovviamente lieti per il governo ed il popolo dell’Ecuador, ma questo non cambia i termini della questione, che andiamo a riassumere:

  • Il paese è in regime di dollarizzazione dall’ultimo crac iperinflazionistico delle finanze pubbliche, quasi un quindicennio addietro, quindi non è monetariamente sovrano;
  • Il paese ha deficit gemelli, un deficit fiscale ed uno delle partite correnti. Ciò causa pressione al deflusso di riserve, che sottrae liquidità domestica esercitando una inequivocabile azione restrittiva sull’economia;
  • Per questi motivi, il paese dovrà fatalmente attuare una stretta fiscale non lieve, di cui la popolazione pagherà le conseguenze;

Quindi si, l’oro ecuadoregno è “al servizio della propria gente”, ma ciò non toglie che i fondamentali siano e restino fragili, per una economia dollarizzata. Riguardo invece l’introduzione del denaro elettronico, è un’eccellente iniziativa, che consentirà alla popolazione di migliorare la liquidità dei mezzi di pagamento con una struttura di parità tra riserve in dollari e scritturazione elettronica dei pagamenti. Questo lo abbiamo scritto anche nel post precedente. Allo stesso modo in cui abbiamo segnalato che, in un paese dollarizzato e con squilibri fondamentali di una certa ampiezza esiste il rischio che le autorità siano tentate di ridurre la pressione di liquidità usando la moneta frazionaria ed allentando temporaneamente la parità perfetta tra riserve valutarie e circolazione monetaria.

Il tempo dirà se questa è solo una interpretazione malevola, ovviamente, ma forse sarebbe utile chiedersi perché tali interpretazioni nascano e si sviluppino. Forse la risposta sta nel problema di credibilità e reputazione di un paese che in passato ha fatto più volte default sul proprio debito, ed il cui presidente pro tempore ha un record di dichiarazioni pubbliche ferocemente anticapitalistiche. Siamo lieti che alla fine il realismo abbia prevalso e si sia scesi a patti col Grande Capitale, anche nella prospettiva di emettere nuovo debito sovrano sui mercati internazionali, e liberarsi del fiato cinese sul proprio collo. Dopo aver ripudiato parte del debito sovrano per resistere ai creditori, definiti “veri mostri”, ora Rafael Correa tenterà di tornare a patti con quegli orchi, come scrive l’Economist.

Facciamo da ultimo notare all’ambasciatore che i dubbi su operazione di swap aureo e dollaro elettronico sono stati espressi, tra gli altri, anche da Bloomberg e dall’Economist Intelligence Unit. Tanto gli (e vi) dovevamo, ¡buena suerte!

Respuesta a arti?culo Ecuador Gold Swap

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