Errare è renziano

Il Governo ha “commesso un errore nella costruzione della norma” che aumenta i contributi per le partite Iva (fino al 33% nel 2018, a livello dei lavoratori dipendenti) ma ha intenzione di rimediare. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, spiegando che il tema “è all’ordine del giorno” e che “non si aspetterà la prossima legge di stabilità”. “Lo faremo sicuramente e presto”, ha detto Poletti (Ansa, 16 gennaio 2015)

“Il mio ultimo autogol? Legge di Stabilità, partite Iva. Ma adesso lo recuperiamo” (Matteo Renzi, 14 gennaio 2015)

Aggiungiamoci anche il decreto attuativo della legge delega fiscale, congelato sino al 20 febbraio (forse).  Ed anche aver “costruito la norma” sulla copertura dei nuovi ammortizzatori sociali, che ha costretto alla “clausola di salvaguardia” di un bel taglio alla durata del sussidio nel 2017, a meno di trovare altri soldi. Così come serviranno altri soldi per compensare il mancato gettito della devastante spremuta fiscale sulle partite Iva. Ora tireranno fuori la melensaggine su “chi fa, sbaglia”, ma le cose stanno in termini un po’ meno rassicuranti. Ricordate: o incapacità o malafede. In entrambi i casi, assai poco da stare allegri.

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