L’Internazionale tafazzista

Era da molto tempo che sul blog di Beppe Grillo non compariva una bella analisi etilico-lisergica, di quelle che solo il suo movimento riesce a regalarci. Oggi torniamo ai fasti dei tempi che furono, e vi assicuriamo che è valsa la pena dell’attesa.

Il problema ed il cuore della questione è l’eccesso di debito, pubblico ma anche privato. Questo punto è da prendere in modo maledettamente serio, ed è ormai acquisito e presente a tutti i sacerdoti della finanza internazionale. Syriza ha posto con forza il tema della ristrutturazione del debito pubblico greco. Non è chiaro perché lo abbia abbandonato precipitosamente, per bocca del suo ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, alle prime tappe del tour europeo, ma questo per ora non ci interessa. Quello che ci interessa è la declinazione di questo tema da parte del M5S. Che nel post odierno parte subito con la famosa (e rottamata ab origine da Paul Krugman, dalla storia e dal buonsenso) “regola” del 90% del rapporto debito-Pil come punto di non ritorno dell’economia di un paese. L’estensore del post è consapevole di questa problematica e se ne libera agilmente, alzando il rapporto debito-Pil di non ritorno a livelli greci ma anche italiani.

Il punto centrale è che il debito mediterraneo non sarebbe ripagabile. Tralasciamo il riferimento geografico, manco si trattasse di una pizza, e tralasciamo anche l’assenza di dimostrazione economica della non sostenibilità. Giungiamo rapidamente al complottone teutonico, legate le cinture di sicurezza alla sedia:

«Dunque, assumiamo come dato pacifico che il debito dei paesi mediterranei non è pagabile, puramente e semplicemente. Ma allora, perché Berlino insiste? Per un calcolo cinico e non difficile da capire: intanto per succhiare più sangue possibile ai paesi debitori e recuperare già una parte del capitale attraverso interessi sempre più esosi. In secondo luogo per reggere “la guerra delle monete” con Usa, Cina e Giappone, in attesa di un nuovo ordine monetario che, ovviamente, vedrà i paesi mediterranei fuori della moneta a trazione tedesca. In terzo luogo, per distruggere politicamente i paesi del sud Europa (e forse anche la Francia) e potersi liberamente orientare verso Est, ma con rapporti di forza favorevoli»

Questo è un interessante minestrone irrancidito. Se solo il M5S e l’estensore del post avessero evitato di fare di ogni debito un fascio, avrebbero scoperto che non esiste una “internazionale mediterraneo del debito insostenibile”, perché il debito pubblico greco è pressoché tutto in mano a creditori pubblici stranieri, stati ed istituzioni internazionali, quello italiano no. Ma questo lo vedremo a breve. Tralasciamo anche la giaculatoria su Berlino che vuole distruggere tutto il Sud Europa e “potersi liberamente orientare verso Est”. Lo abbiamo detto alla nausea: se esistesse un egemone economico ipermercantilista il cui scopo fosse quello di distruggere il tessuto economico dei concorrenti anziché il controllo della proprietà del medesimo, si tratterebbe di un egemone piuttosto tonto, per usare un eufemismo. E quanto alla supremazia verso Est, definire “Est”: Est Europa? Russia? Cina? Boh.

I creditori, si diceva: nel caso greco sono enti sovranazionali e stati sovrani. Non è la sola Germania, esposta verso Atene, direttamente o indirettamente, per circa 60 miliardi. L’Italia lo è per 43 miliardi, la Francia per una cifra simile, la Spagna pure. Riusciranno i nostri eroi grillini a capire che siamo tutti creditori della Grecia, come cittadini europei? Ed ecco il nuovo eroe grillino, Alexis Tsipras, chiedere un haircut, un taglio del debito (non più, ma transeat). Per l’estensore del post

«Questo ha un costo per i creditori, a cominciare dalla Germania? Certamente!»

Aridaje. Il costo non è solo per la Germania. E’ anche, e pesante, per l’Italia, la Francia, la Spagna ed il resto d’Europa. A questo punto, parte il pippone storico:

«Ma è qui che si vede se per la Germania l’Unione europea è un progetto politico vitale su cui investire o solo un espediente opportunistico da usare, sin che serve, per tornare all’onor del Mondo dopo la macchia del nazismo. Se davvero la Germania del 2015 è diversa da quella che 70 anni fa perse la più ignobile delle guerre, paghi i danni alla Grecia che invase, alleggerendone il debito»

Tralasciamo il fatto che, 71 (settantuno) anni dopo che l’ultimo militare tedesco ha lasciato il suolo ellenico, qualcuno cade dal seggiolone e vuole i danni di guerra, mentre tutti i precedenti governi democratici greci non lo hanno fatto (ma è chiaro, erano collaborazionisti dei tedeschi!), e tralasciando che, in tal modo, la Grecia ed il resto d’Europa dovrebbero avviare una campagna di rivendicazioni per danni di guerra che non avrebbe fine, arriviamo al punto politico del post. Che è questo: il M5S è quanto di più vicino a Syriza esista oggi in Europa ed in Italia, diffidate dalle imitazioni:

«Quando Tsipras ha vinto, sono saltati in molti sul carro del vincitore: da Sel alla Lega, da Rifondazione alle minoranze Pd, dalla Fiom a Fratelli d’Italia. Però quello che ha sempre detto il M5S su debito ed Euro è obiettivamente più vicino a Siryza di quanto non lo siano Sel e Rifondazione»

Se qui vi state chiedendo in che modo il M5S possa essere il più vicino a Syriza, visto che quest’ultima non chiede l’uscita dall’euro ed il M5S si, siamo con voi nell’interrogativo. A parte questi dettagli, che occorre fare, quindi? Non lasciare sola Atene:

«Ed opportuna sarebbe anche una conferenza delle forze che in Europa si battono per la ristrutturazione del debito, magari indetta insieme da Siryza, M5S, Podemos ed alla quale invitare tutti, con la sola eccezione dei nazisti di Alba dorata o di Jobbik, che sporcherebbero inutilmente l’iniziativa»

Perfetto. O quasi. Perché? Perché il debito pubblico greco è quasi tutto posseduto da non residenti, quindi la tentazione di ripudiarlo è d’acchito non lieve, diciamo così. Mentre quello italiano è per il 70% in mano a italiani: famiglie risparmiatrici, fondi pensione, fondi comuni. Quindi, il M5S vuole correre in soccorso di Syriza e dei greci infliggendo una mazzata epocale alle famiglie italiane, che posseggono il debito pubblico italiano. Il tutto al grido di “dagli alla Germania affamatrice!”. E già che ci siamo, “dagli agli italiani affamatori di se stessi, hasta el default siempre!”

Ah, tra l’altro, se punti ad uscire dall’euro (come pare punti il M5S), perché dovresti puntare al default ed al taglio di debito detenuto da risparmiatori domestici? Mistero. più in generale, quando si punta a creare una aggregazione internazionale occorre capire se esiste un interesse comune a far da collante a questa aggregazione. Nel caso di Italia e Grecia questo interesse comune proprio non esiste. Anzi, gli italiani potrebbero rapidamente scoprirsi falchi ed unirsi alla linea dura tedesca, per riavere indietro i propri 43 miliardi. Troppo idealisti, questi grillini. I quali immaginiamo abbiano il piano B: convincere Syriza ed il governo greco a volere l’uscita dall’euro. Per il loro bene. O no? Tafazzismo o muerte.

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