Il settimanale – 6/6/2015

  • Cresce l’occupazione, calano gli inattivi: è un paese per “vecchi”, che qualcuno vuole rottamare, con la favoletta della staffetta generazionale, per fare spazio al Jobs Act. Ma senza soldi pubblici, please;
  • E niente soldi pubblici per le banche (soprattutto medie e piccole, si direbbe) che non hanno rettificato a sufficienza il valore di bilancio dei propri crediti;
  • Evviva, pare che i lavoratori italiani non siano ancora alla disperazione;
  • Dopo l’ennesimo “giorno del giudizio”, gli italiani mostrano stanchezza per le fiabe governative ed appaiono attratti da quelle di opposizione;
  • Giovanotti pronti a far casino, soprattutto nella loro testolina;
  • Vi piacciono le storie a lieto fine? Non cercatele in Grecia;
  • Distorsioni da monopolio legale (e cattura regolatoria) e buchi di offerta: sono i taxi italiani. Serve un reset, magari pensando ad indennizzi dell’asset principale dei tassisti;

E comunque, quando anche i tassisti saranno resi disoccupati dal calo di domanda di corse in taxi causato da tariffe troppo onerose, non lamentatevi e stampate, in caso:

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