L’intendenza seguirà, il navigator si arrangerà

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

è ormai altissima la tensione tra regioni e Governo sulle assunzioni dei navigator, le figure che dovrebbero assicurare un affiancamento costante nella ricerca di lavoro ai beneficiari del reddito di cittadinanza.

Il Governo, come è noto, punta a fare tutto di fretta e furia, in modo da “insediare” i 6.000 navigator che si intendono attivare. E siccome i tempi per seguire la strada maestra del reclutamento nelle PA è il concorso, che richiede diversi mesi, per mettere all’opera il mini esercito di tutor dei beneficiari del Reddito l’idea è farli reclutare da Anpal Servizi, società partecipata dell’Anpal.

Il ragionamento è il seguente: poiché Anpal Servizi è un ente di diritto privato, non è obbligata ad assumere mediante concorsi e, quindi, può selezionare i navigator in modo molto semplice, con un avviso e l’erogazione di un test a risposta multipla, gestito informaticamente, per giungere poi alla stipulazione di un contratto di collaborazione coordinata e continuativa.

Come dice, Titolare? Le pare di ricordare che le cose, però, per il reclutamento nelle società a partecipazione pubblica non siano così semplici? Ricorda bene.

L’idea per bruciare i tempi ed attivare i navigator entro maggio si scontra con moltissimi problemi di ordine giuridico e pratico.

Partiamo dalla presunta possibilità per una società pubblica di assumere senza concorsi. L’articolo 19, comma 2, del d.lgs 175/2016 (testo unico delle società a partecipazione pubblica) dispone in senso totalmente opposto. Infatti, impone alle partecipate di stabilire con propri provvedimenti, criteri e modalità finalizzati a regolare le assunzioni dei dipendenti, sì da porre in essere delle vere e proprie prove di natura concorsuale.

I provvedimenti di regolazione delle assunzioni debbono rispettare i principi, anche di derivazione europea, di trasparenza, pubblicità e imparzialità e, comunque, esattamente i principi che le pubbliche amministrazioni sono vincolate a seguire, previsti dal testo unico del pubblico impiego (previsti dall’articolo 35 del d.lgs 165/2001). E laddove, per aggirare l’ostacolo, le partecipate non adottassero propri sistemi di regolazione delle assunzioni, troverebbe diretta applicazione l’articolo 35, comma 3, del testo unico sul pubblico impiego e, quindi, occorrerebbe tenere veri e propri concorsi. Siamo proprio sicuri, dunque, che un avviso sul portale dell’Anpal e un test siano sufficienti?

C’è poi il tema del tipo di contratto da stipulare. Si parla, come detto di co.co.co. Ma, sempre il testo unico delle società partecipate all’articolo 19, comma 1, stabilisce che il rapporto con i dipendenti è regolato dal codice civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell’impresa. Tra queste leggi, come Ella, Titolare, ben sa, c’è il d.lgs 81/2015. Cosa dispone a proposito delle collaborazioni? Che i collaboratori sono nella sostanza considerati come veri e propri lavoratori subordinati, se i rapporti di collaborazione si concretano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione sono organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro: esattamente ciò che avverrebbe coi navigator.

Certo, si potrebbe obiettare che il d.lgs 81/2015 non si applichi alle pubbliche amministrazioni, come dispone espressamente il suo articolo 2 che regola appunto le collaborazioni. Quindi, poiché in qualche misura le co.co.co. nella PA sono ammesse, allora Anpal Servizi potrebbe sottoscrivere i contratti di co.co.co.

Un momento, però. Pare un po’ contraddittorio affermare che Anpal Servizi possa assumere senza concorso in quanto soggetto privato, e poi sostenere che possa assumere con co.co.co. perché è da considerare alla stregua di una PA, non crede Titolare?

Ma, attenzione: anche il testo unico sul lavoro pubblico fa divieto alle amministrazioni pubbliche di stipulare contratti di collaborazione che si concretano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione siano organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro. È vero che tale divieto è rinviato all’estate 2019 dalla legge di bilancio. Ma è altrettanto vero che, comunque, le collaborazioni esterne nella PA possono essere attivate nel rispetto di una serie di condizioni tra le quali spicca quella secondo la quale l’oggetto della prestazione deve corrispondere alle competenze attribuite dall’ordinamento all’amministrazione conferente e ad obiettivi e progetti specifici e determinati. Ma l’Anpal Servizi non ha la competenza di gestire i servizi per il lavoro, che spetta alle regioni. Dunque?

Infatti, Titolare, in terzo luogo, anche se i dubbi evidenziati sopra fossero superabili, rimarrebbe il problema di come incardinare i navigator assunti con co.co.co. da Anpal Servizi nei centri per l’impiego. Il meccanismo immaginato è un po’ un volo pindarico: una sorta di somministrazione di collaboratori coordinati e continuativi che Anpal Servizi farebbe in favore delle regioni o degli enti regionali competenti in materia di servizi per il lavoro. Un rapporto ibrido, privo di qualsiasi copertura giuridica, attualmente.

Una situazione talmente complessa, che si pensa a convenzioni tra Anpal Servizi e regioni con le quali queste chiedano alla società la cosiddetta “assistenza tecnica”, che verrebbe quindi assicurata dai 6.000 navigator. Peccato, però, che l’assistenza tecnica sia da rivolgere alle strutture dei centri per l’impiego, mentre invece il navigator avrebbe come compito quello di assistere individualmente il singolo beneficiario del Reddito.

E che dire, Titolare, della “stabilizzazione” dei navigator? Il disegno complessivo prevede che dopo due anni di co.co.co. saranno assunti definitivamente a tempo indeterminato. Sì, ma come e da chi?

Le stabilizzazioni, attualmente, sono regolate da due diverse leggi (il già citato testo unico sul pubblico impiego e la riforma Madia del 2017) e per quanto riguarda i co.co.co. della PA prevedono obbligatoriamente l’espletamento di concorsi pubblici, senza alcuna particolare posizione di privilegio dei collaboratori, per i quali si può solo prevedere un maggior punteggio nella valutazione dei titoli: insomma, niente garanzia della stabilizzazione. Non solo: la normativa attualmente vigente richiede almeno 3 anni di rapporti di collaborazione, mentre per i navigator si immaginano 2 anni di contratto.

Infine, le stabilizzazioni sono consentite alle amministrazioni presso le quali i lavoratori flessibili hanno lavorato: un po’ difficile, quindi, che a stabilizzare i navigator siano le regioni, se i collaboratori siano stati reclutati e contrattualizzati da Anpal Servizi. Occorrerebbe uno stravolgimento epocale delle attuali regole.

In ultimo, titolare, che i centri per l’impiego abbiano bisogno di un rafforzamento del personale anche per potersi minimamente avvicinare alla strutturazione dei Paesi competitori dell’Italia è indubbio.

Tuttavia, come Ella ha ben presente, oltre alle norme giuridiche occorre rispettare anche le leggi della fisica, tra le quali quella dell’impenetrabilità dei corpi. Orbene, le strutture nelle quali operano i centri per l’impiego, di proprietà dei comuni e in buona parte mal messe, trascurate, con scarsa manutenzione e, comunque, “tarate” sul poco personale oggi in servizio, nemmeno 8.000 persone. L’attivazione dei concorsi per assumere i 4.000 nuovi dipendenti previsti dalla legge di bilancio 2019, i 1.600 dipendenti per un progetto di “rafforzamento” finanziato dai fondi europei che si trascina da 3 anni, porterebbe i numeri vicini a 14.000 dipendenti; con i 6.000 navigator davvero non vi sarebbe lo spazio logistico materiale per assicurare postazioni di lavoro a tutti.

Qualche buon motivo, quindi, Titolare, perché le regioni evidenzino al Governo che la strada per il potenziamento dei centri per l’impiego non è esattamente in discesa pare esistere.


Affascinante, questo elenco di ostacoli giuridici e finanche fisici ai navigator, ruolo inventato di sana pianta dal governo (o meglio dalla componente pentastellata), e che ora si cerca di calare a viva forza sulle competenze regionali. In pratica, se ho compreso bene, avremo degli pseudo-concorsi per Anpal Servizi, che poi realizzerà una inedita somministrazione di co.co.co alle regioni, attraverso i centri per l’impiego. La stabilizzazione dei navigator precari è tutto fuorché automatica, e vissero tutti infelici e scontenti con contenzioso di lavoro garantito. In pratica, l’intendenza seguirà, il navigator si arrangerà. Quando e come, non si sa. Importante è che parta la mancia, in perfetto orario per l’inutile giorno del Giudizio chiamato elezioni europee. (MS)

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