Il settimanale – 9/3/2019

  • Con tradizionale tempismo, l’Italia sta per mettersi la spilla “I love China”. Il governo che sta bloccando tutte le opere infrastrutturali assegnerà l’analisi costi-benefici a Pechino?
  • A proposito, qui siamo al “togli Keynes, metti Keynes“;
  • Molti anni fa c’era uno spot con Massimo Lopez che diceva che “una telefonata allunga la vita”. Oggi è una “interlocuzione” a caso che tenta di allungare una farsa chiamata governo;
  • Dove si conferma che la maggiore emergenza sanitaria italiana sono le amnesie selettive;
  • Per il 2020 il conto è a circa 40 miliardi ma tranquilli, c’è chi ne ha già trovati 12, nella sua fantasiosa testolina;
  • E comunque, chi ha detto che i burocrati remano contro? Ne abbiamo trovata una che fa pure l’economista per conto terzi;
  • Il salario minimo secondo i 5S. Ottima opportunità per riproporre i danni del reddito di cittadinanza, amplificati. Nel frattempo, al MEF, quel salario è zero;
  • Anche la Banca d’Italia fa sentire le sue lamentazioni contro il bail-in. Ma a cosa punta realmente Palazzo Koch? Proviamo a immaginarlo;
  • Nel frattempo, la Bce offre l’ennesimo puntello all’Italia, ma stavolta un filo meno generoso;
  • Come potrebbe dire la ministra Lezzi (e se lo dicesse ci prenderebbe), è stato il riscaldamento, non c’è nulla da entusiasmarsi;
  • Bisogna regalare a Trump un testo base di economia: pare ne abbia disperato bisogno;
  • La Zinganomics parte facendo un crasso sfoggio di ignoranza, oltre che di plagio di idiozie altrui;

Un presidente, c’è solo un presidente:

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