Aria nuova nella PA. Come da direttiva

Come cambiare aria nella PA ai tempi del coronavirus? Ve lo spiega l'apposita direttiva. I decreti attuativi e gli organismi di controllo seguiranno.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

perché nella pubblica amministrazione si dia una giusta aerazione agli ambienti occorre una direttiva, si sa. E, immancabilmente, il Dipartimento della Funzione Pubblica, con la direttiva 1/2020 ha disposto la preziosa indicazione.

Solo che, restando così isolata, potrebbe darsi che la previsione non sia correttamente adempiuta. Allo scopo, sarebbe corretto immaginare alcuni strumenti di cautela, finalizzati ad assicurare l’aerazione degli uffici pubblici.

Si potrebbe partire dal NCAA. No, non si tratta del nucleo investigativo americano, bensì del Nucleo, Controllo Aerazione Ambienti, da istituire obbligatoriamente presso ogni ente. Ma, un apposito ufficio per l’apertura delle finestre rischia di agire caoticamente, sulla base della sola direttiva 1/2020.

Cosa ne dice, Titolare, se si prevedessero apposite Linee Guida periodiche, allo scopo di indicare periodi dell’anno e del giorno nei quali aprire e non aprire, durata del ricambio d’aria e modalità di maneggio delle maniglie?

Ottima idea, dice? Già. Però occorre che qualcuno detti le Linee Guida. Non bisogna dimenticarsi, quindi, dell’istituzione dell’ANAPA, Autorità Nazionale Aerazione Pubbliche Amministrazione, cui affidare il compito di emanare le Linee Guida e verificarne il corretto adempimento.

Come? Semplice. La legge istitutiva dell’ANAPA prevederà che ogni PA approvi annualmente, entro il 31 gennaio, il PTAA, Piano Triennale Aerazione Ambienti, nel quale tradurre operativamente le indicazioni della direttiva 1/2020 e delle Linee Guida, coordinando il piano con la programmazione finanziaria e contabile e la performance.

A questo punto, Titolare, sembra inevitabile affidare la conduzione di queste complesse attività ad un preciso soggetto: il RAM, Responsabile Aerazione Ambienti, cui spetta l’onere di proporre l’adozione del PTAA e di vigilare sulla sua attuazione. Allo scopo, nei periodi di apertura delle finestre, il RAM entra nelle stanze e agitando alcuni barattoli di vetro raccoglie l’aria per analizzarne i campioni. Allo scopo, il RAM dovrà seguire un corso di formazione per direttori d’orchestra.

Per specificare competenze e profilo professionale del RAM, sarà necessario istituire un Tavolo di Concertazione bilaterale, allo scopo di determinare le specifiche mansioni, nonché le qualità del RAM, allo scopo di selezionarlo nei concorsi. Di certo, sarà suggerito di selezionare persone un po’ altezzose, capaci, insomma, di darsi delle arie.

I campioni raccolti saranno inviati per l’analisi ai NCAA, operanti presso le USL, che faranno un referto, da inviare ogni 15 giorni agli organi di governo degli enti e all’ANAPA. La quale, laddove riscontri un tasso di aerazione inferiore alla media prevista dalle Linee Guida potrà irrogare una sanzione pecuniaria al RAM ed agli amministratori, che non hanno assicurato, tramite il PTAA l’adeguato ricircolo d’aria.

Avverso i provvedimenti dell’ANAPA, le amministrazioni potranno ricorrere al TARA, Tribunale Amministrativo Regionale Aerazione, che farà appunto la tara tra i valori standard e quelli rilevati dal RAM.

Per valorizzare le autonomie locali, le regioni istituiranno le ARAV, Agenzie Regionali Aria Viziata, il cui compito sarà dettare regole tecniche specifiche: l’aria della pianura padana, ad esempio, ha valori diversi da quelli delle coste del Sud. Ma anche ciascuna provincia attiverà le APAV, Agenzie Provinciali Aria Viziata, per le specifiche territoriali, che opereranno in CDAVL, Conferenza Debellazione Aria Viziata Locale, con i comuni, che istituiranno le ACAV, Agenzie Comunali Aria Viziata, coordinate dal RAM.

Come dice, Titolare? Le pare aria fritta? Si fa per scherzare, ogni tanto anche questi pixel propongono un po’ di celia.

Anche se, in effetti, potrebbe darsi che quanto fin qui proposto potrebbe essere preso sul serio! Quindi, Titolare, meglio che non pubblichi questo post. Non lo pubblichi! NON LO PUBB… “click”.


Ogni tanto serve anche sdrammatizzare. Poi ci si rende conto che quanto scritto sopra è del tutto verosimile, prendendo le mosse da una notizia vera (l’emanazione della direttiva 1/2020), e lo sconforto torna a farsi strada. Ci abbiamo provato. (MS)

(Image: Edward Hopper, Office in a Small City, Metropolitan Museum of Art, NYC)

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