L’angolo di Phastidio: sarà rimbalzo a V o stagflazione?

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Questa settimana, con Michele Boldrin cerchiamo di spiegare e spiegarci il motivo del rialzo a V della borsa americana, mentre negli Usa la pandemia miete ancora vittime in numero molto elevato e la disoccupazione sta esplodendo.

Premesso che il mercato azionario non proietta la visione dell’economia reale che verrà se non in modo sempre più distorto ed accelerato, almeno dalla nascita della cosiddetta “Greenspan Put“, poi divenuta “Fed put”, cioè la ciambella di salvataggio che la banca centrale lancia ai mercati appena i medesimi si mettono a fare i capricci (tantrum), forse il rialzo è derivato, oltre che dall’ampiezza dello stimolo congiunto Fed-Tesoro, anche dal tentativo di guardare attraverso la crisi, immaginando una ripresa effettivamente a V.

Spieghiamo perché, a nostro giudizio, non ci sarà alcuna V-shape recovery segnalando che, nell’anno delle presidenziali Usa, Donald Trump farà di tutto per “arruolare” l’opinione pubblica contro un nemico esterno. Per questo ruolo chi meglio della Cina, con la tesi dell’epidemia colposa?

Quale è l’indipendenza reale delle banche centrali? Formalmente lo è dalla politica, nei fatti non lo è dai mercati. Ma ci sono motivi molto concreti per spiegare questa funzione di reazione: crolli dei mercati finanziari retroagiscono sull’economia reale, costringendo la banca centrale a compensare allentando la politica monetaria. Inoltre, l’istituto di emissione deve preservare la propria autonomia e “difendersi” dai politici, che ne invocherebbero il commissariamento, se la disoccupazione aumentasse oltre una soglia di guardia.

Per finire: il futuro è inflazionistico o deflazionistico? Concordiamo sulla pressione deflazionistica nel breve termine. Nel più lungo andare, e date le caratteristiche di questa crisi, che ha spinto le banche centrali a far piovere denaro su Main Street e non solo su Wall Street (a differenza del 2008), potrebbe esserci un eccesso di domanda di consumo rispetto alla capacità dell’economia, e quindi produrre inflazione. A quel punto, i rendimenti nominali e reali aumenterebbero, i mercati entrerebbero in convulsione, le banche centrali interverrebbero per calmarli sopprimendo i tassi reali, e si creerebbero condizioni di disordine monetario, i.e. stagflazione. Buona visione.

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