Giorni addietro vi avevamo segnalato le lievi contraddizioni di Beppe Grillo sullo spinoso tema dello stock di debito pubblico, che il nostro eroe schiamazzante oggi è ansioso di sottoporre a default prima che “le banche tedesche e francesi” (sempre loro) ci costringano a ricomprarlo e poi a fare default. Da qui la richiesta di bussare all’odiato ESM per avere i soldi degli aiuti, anche se qualcuno dovrebbe informare Grillo che i default, in tali erogazioni, non sono necessariamente contemplati, semmai il contrario. Ma passi. Ieri il Nostro ha allargato l’orizzonte, con un post talmente infarcito di inesattezze logico-fattuali da farci sospettare l’effettiva esistenza delle scie chimiche. Proviamo a segnalare questi sfondoni, uno ad uno. Non sarà facile, e sicuramente avrete di meglio da fare. A vostro rischio, quindi.

Pare che Beppe Grillo sia fortemente frustrato ed adirato con l’elettorato italiano, o meglio con quella parte di elettorato italiano che vive di privilegi: quelli che vivono di politica e del suo pletorico e putrefatto sottobosco, i pensionati ma non quelli minimi, che vengono salvati perché prendono “una vergogna”, senza che Grillo si chieda per quale motivo in Italia esiste un esercito di percipienti di pensioni minime che, con tutta probabilità, sono frutto di rendimenti stratosferici di contribuzioni risibili. Poi ci sono i pubblici dipendenti, il capro espiatorio per definizione. Queste sono le categorie del “tengo famiglia”, secondo Grillo, i conservatori che affamano l’Italia B, lavoratori autonomi, cassintegrati, precari, piccole e media imprese, studenti. Da qui origina l’esito elettorale, secondo Grillo. Può essere.

Dopo la rielezione di Giorgio Napolitano alla presidenza della Repubblica, resasi necessaria per lo stallo assoluto tra le forze politiche, i mercati oggi aprono con un ampio restringimento dello spread tra Italia e Germania, un calo confortante del rendimento del Btp decennale (che si avvicina al 4 per cento), ed un rally di borsa guidato dai titoli bancari. Non abbiamo risolto nulla, ma ai mercati pare il contrario. Chi avrà ragione?

Mentre attendiamo che i partiti si mettano d’accordo su quale governo fare, se farne uno, abbiamo ormai imparato a trascorrere il tempo con i vaticini del leader del Movimento 5 Stelle, e con le sue interviste ad organi di informazione estera. Ieri abbiamo avuto quella al tedesco Handelsblatt, che qualcuno si è pure preso la briga di sottoporre ad esegesi, come sempre accade nei momenti di crisi più profonda di un paese che deve sempre pendere dalle labbra di qualcuno: ieri l’altro da quelle di Ghino di Tacco Craxi, ieri da quelle di Silvio Berlusconi, ed oggi da quelle di Beppe Grillo. Attendendo il prossimo, sempre che avanzi tempo, prima della fine.

Nella sua invettiva contro Pisapippa ed i servi dei poteri forti, Beppe Grillo accusa Niki Vendola, che “mantiene privata la gestione dell’acqua”. Vediamo. Acquedotto Pugliese è una società per azioni, controllata dalla Regione Puglia, che detiene l’87 per cento del capitale azionario, mentre la Regione Basilicata possiede il restante 13 per cento. E quindi? Privata in che modo? Forse perché è un’entità composta in forma societaria e non di ente economico?