Vogliamo sprecare qualche minuto delle nostre vite e fare il punto sulla linea editoriale di questo sito? Si, procediamo. In queste settimane il vostro titolare riceve alcune missive di lettori perplessi. Alcuni lamentano l’eccesso di critiche al governo e la mano leggera utilizzata con l’opposizione. Anche i riscontri di consenso raccolti presso lettori e blog non di centrodestra suonano come indizi di una neppure troppo occulta intelligenza col nemico. La tesi di questi lettori (che spesso sono anche blogger) è che la continua opera demolitoria dell’azione del governo finirà col portare acqua al mulino dell’opposizione, con il grave rischio che quest’ultima possa tornare maggioranza. Premesso che questo sito sposta all’incirca un voto (quello del proprio titolare, e non sempre), l’asimmetria delle critiche è presto spiegata: serve prendersela con l’opposizione per gli atti di governo? A lume di logica, parrebbe di no. E peraltro, prendersela con questa opposizione (segnatamente col suo maggior partito) rischia di configurare il reato di vilipendio di cadavere.

“La sinistra aveva aperto le porte, la sinistra era ed è quella di un’Italia multietnica: la nostra idea non è così, è quella di accogliere solo chi ha le condizioni per ottenere l’asilo politico” (Silvio Berlusconi)

E’ certamente dovere di un governo responsabile operare per gestire i flussi immigratori secondo una logica di compatibilità economica e sociale, oltre che tentare di discernere (anche se è ormai quasi impossibile) le motivazioni economiche delle migrazioni da quelle umanitarie. Allo stesso modo in cui è irresponsabile e criminogena la posizione di quelle forze politiche della sinistra (politica e sociale) che sostengono frontiere aperte, sempre e comunque, per una ideologia di scardinamento sociale letta su qualche allucinato “manuale dell’Uomo Nuovo”. Ma lascia perlomeno perplessi argomentare la prima posizione con termini che sono del tutto privi di senso, oltre che pericolosi per i comportamenti che potrebbero innescare negli strati più culturalmente deprivati della società italiana.

«Questa crisi è una crisi psicologica, in gran parte. Abbiamo commissionato un’indagine tra i dipendenti pubblici che hanno più soldi dell’anno scorso e non rischiano il posto di lavoro. Volevamo sapere quanti avevano intenzione di cambiare la macchina e il 76 per cento* ha detto che non comprerà una auto nuova, senza una motivazione economica ma solo per la paura di una crisi economica che non li toccherà per niente» – Silvio Berlusconi

E così, l’uomo che gode del 68 per cento di consensi tra i propri concittadini, ha subito una non irrilevante sconfitta parlamentare, per decisiva mano del proprio partito. E’ infatti accaduto che il Senato degli Stati Uniti ha bocciato il progetto di legge, sostenuto dalla Casa Bianca, che mirava a consentire ai giudici fallimentari di ridurre il capitale dovuto dai mutuatari sulla prima casa. Il provvedimento ha ottenuto solo 45 voti a favore, mentre tutti i Repubblicani e ben dodici tra i Democratici hanno votato contro. Le banche si erano da subito opposte alla misura, affermando che essa avrebbe rappresentato una evidente sconfitta della certezza degli accordi contrattuali privati tra soggetti adulti (apparentemente) consenzienti, oltre a minacciare alcune unintended consequences quali l’aumento del costo dei mutui, causato dalla maggiore incertezza degli esiti contrattuali.