Eterno ed immutabile come il ciclo della vita, siamo freschi reduci dall’ennesimo “appello della vita” e dal “giorno del giudizio”, sotto forma di elezione locale, sia pure con il coinvolgimento di parecchi milioni di sudditi. Molto interessanti le analisi politologico-sociologico-antropologiche sugli esiti, a conferma del fatto che gli italiani non sono solo santi, navigatori e tuttologi ma anche aruspici ed esperti di escatologia politica.

Non è chiaro capire che accadrà ora in Italia, all’indomani di un esito elettorale che definire devastante è solo un pallido eufemismo. Allo stesso modo, difficile sfuggire alle banalità. Resta l’impressione di una predestinazione, nella traiettoria del paese, che non può non suscitare qualcosa di molto simile all’angoscia.

Pubblicati oggi sul Corriere i risultati dell’elaborazione econometrica, curata da Oxford Economics, che valuta l’impatto sulle principali grandezze macroeconomiche dei programmi dei partiti o coalizioni che hanno risposto ad un questionario di venti domande elaborato dal giornale. Prima che si scatenino i soliti dibattiti fatti di nulla e di una robusta dose di ignoranza sul modello econometrico utilizzato e sulle ipotesi ad esso sottostanti, tentiamo qualche considerazione spicciola.

Come ad ogni vigilia di consultazioni elettorali, arriva l’immancabile giochino, da un progetto della Associazione Openpolis, per testare il posizionamento rispetto ai partiti concorrenti su 25 temi elettorali. Qui sotto potete ammirare le coordinate del vostro titolare. Che risulta più vicino a Amnistia, Giustizia e Libertà, Fare per fermare il declino e Scelta Civica – Con Monti per L’Italia. Valutate da soli quali sono le maggiori distanze sapendo che, come per la prossimità, anch’esse sono nel complesso veritiere. Se poi volete prendere questo post come un endorsement fate voi: siamo in democrazia, all’incirca.