La globalizzazione non è minacciata solo dalla crisi finanziaria, ma anche dalla pirateria che opera al largo delle coste somale. L’ultimo colpo, compiuto sabato scorso, è il sequestro di una superpetroliera della saudita Aramco, che ha dimensioni triple rispetto a quelle di una portaerei statunitense e può trasportare fino a 2 milioni di barili di greggio. Uno schiaffo alla forza di pattugliamento marittimo multinazionale (che include navi militari statunitensi, russe e britanniche), istituita per contrastare il fenomeno della pirateria somala.