La recente uscita di scena dell’ex ministro dell’economia Giulio Tremonti coincide temporalmente con l’arrivo in libreria di una biografia sul “tributarista di Sondrio”. A ricostruire in quasi 500 pagine le vicende umane, professionali, politiche ed economiche del parlamentare valtellinese sono l’economista Fabio Scacciavillani e il giornalista Giampiero Castellotti.

Questa mattina, il consiglio dei ministri ha rinviato l’esame della ”Relazione Generale sulla Situazione Economica del Paese” che risultava all’ordine del giorno di oggi. Il rinvio è legato alla mancanza di “alcuni approfondimenti su piccoli dettagli” della Relazione, secondo quanto riferiscono fonti del Tesoro. E deve trattarsi di dettagli davvero minori, se sono tali da provocare la mancata approvazione di un documento fondamentale della nostra politica economica.

Dal NYT di oggi:

“La Cina è un paese povero con solo 4.000 dollari di reddito pro-capite”, ha detto Yu Yongding, economista cinese ed ex membro del comitato di politica monetaria della banca centrale. “Parlare o pensare della Cina che soccorre paesi con 40.000 dollari di reddito pro-capite è ridicolo”

Questa è una fallacia furbetta, perché quello che conta in questo contesto sono le riserve valutarie investibili, non il reddito pro-capite.

Alcune spigolature da una tranquilla crisi economica e di regime, tratte da una annoiata e disgustata lettura della rassegna stampa. Leggiamo ad esempio che Alessandro Profumo, l’uomo che Enrico Letta vedrebbe con piacere nelle liste del Pd, invoca una mega-patrimoniale da 300-400 miliardi di euro, sufficiente solo a portare il rapporto debito-Pil al “confortevole” livello del 90 per cento, e propedeutica ad una enorme riforma della spesa pubblica. Non un concetto che resterà nei libri di storia per originalità, a dire il vero.