Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Metodi alternativi di riduzione della disoccupazione

in Economia & Mercato/Riletture

Quello che segue è un brano tratto da Sottomissione, di Michel Houellebecq, ambientato in una Francia guidata da un presidente della Repubblica islamista, eletto anche grazie alla formazione di una “grande coalizione” tra Fratelli musulmani e partito socialista che al ballottaggio imbarcano i resti dell’UMP sarkozysta e del sistema politico francese “istituzionale”, in funzione difensiva nei confronti del Front National.

A proposito di questo bizzarro rassemblement, tanto laico e repubblicano da causare la morte della laicità in Francia, a noi è risultato perfidamente godibile il trattamento riservato da Houellebecq a François Bayrou, considerato una sorta di utile idiota camaleontico della République, e che quindi corona tale carriera diventando primo ministro del primo presidente islamista di Francia. Il passaggio che segue andrebbe letto, a livello minimale, come un esercizio di futurologia politica e sociale, uno dei tanti possibili, e non rappresenta necessariamente l’essenza del libro. Per qualcuno sarà un’utopia, per altri una distopia. C’est à vous de juger, quindi.

Dopo l’insediamento all’Eliseo del presidente Mohamed Ben Abbes, nel 2022, alla scadenza del secondo mandato di François Hollande (e qui collocheremmo Houellebecq tra gli scrittori di fantascienza), la Francia appare un paese rivitalizzato ed in piena luna di miele con l’inquilino dell’Eliseo:

I primi passi del governo di unione nazionale voluto da Mohammed Ben Abbes erano unanimemente salutati come un successo, finora nessun presidente della Repubblica neoeletto aveva mai beneficiato di un simile “stato di grazia”, cosa su cui concordavano tutti i commentatori. […] notai con interesse un’informazione che in pratica era passata sotto silenzio: la ripresa dei negoziati per l’ingresso del Marocco nell’unione europea; quanto alla Turchia, era già stato deciso un calendario. La ricostruzione dell’impero romano era dunque in marcia, e in ambito nazionale Ben Abbes procedeva senza sbagli. La conseguenza più immediata della sua elezione era stata il calo della delinquenza, un calo di proporzioni enormi: nei quartieri più difficili, si era ridotta addirittura a un decimo.

Un altro successo immediato era la disoccupazione, i cui dati erano in caduta libera. Era senz’altro dovuto all’uscita in massa delle donne dal mercato del lavoro -a sua volta legata alla notevole rivalutazione dei sussidi familiari, primo provvedimento adottato, emblematicamente, dal nuovo governo. In un primo momento, il fatto che il versamento fosse condizionato all’interruzione di qualsiasi attività professionale aveva fatto digrignare un po’ di denti a sinistra; ma, visti i dati della disoccupazione, i digrignamenti erano rapidamente cessati. Il deficit di bilancio non ne avrebbe neanche risentito: l’aumento dei sussidi familiari era interamente compensato dalla drastica diminuzione degli stanziamenti per il ministero della pubblica istruzione che in precedenza erano di gran lunga la posta più alta nel bilancio dello Stato.

Nel nuovo sistema, l’istruzione obbligatoria valeva solo fino alla fine delle scuole primarie -ossia fino, all’incirca, all’età di 12 anni; veniva ripristinato il diploma di fine studi che diventava il normale coronamento del percorso educativo. Da lì in poi, si incoraggiava l’indirizzo dell’artigianato; quanto al finanziamento dell’istruzione secondaria superiore, diventava interamente privato. Tutte queste riforme miravano a “restituire il suo posto e la sua dignità alla famiglia, cellula di base della nostra società”, come avevano dichiarato il nuovo presidente della Repubblica ed il suo primo ministro in una strana allocuzione congiunta […] Le scuole musulmane, ovviamente, non avevano nulla da temere: in materia di insegnamento, la generosità delle petromonarchie era da sempre illimitata. In maniera più sorprendente, certi istituti cattolici ed ebrei sembravano essere riusciti a cavarsi d’impaccio ricorrendo alla collaborazione di alcuni grossi imprenditori; in ogni caso, annunciavano di aver reperito i fondi e di essere pronti ad aprire per il nuovo anno scolastico.

Michel Houellebecq, Sottomissione, Bompiani, 2015

Ultimi in Economia & Mercato

Placeholder

Chi vive sperando

C’è soprattutto un punto da segnalare, nel Rapporto di primavera sulle “Prospettive
Go to Top