Andrà molto peggio, prima di andare meglio

L’animale a più teste arriva in borsa

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Puntata di Ottoemezzo di ieri sera, condotta su La7 da Lilli Gruber. Commenti post quotazione con l’amministratore delegato di Poste italiane, Francesco Caio, il vicedirettore del Corriere, Daniele Manca, ed il vostro titolare. Il concetto di “privatizzazione” all’italiana, i pesanti sussidi incrociati di un’azienda una e trina (assicurazione, banca, azienda di recapiti e logistica), le occasioni perdute nella liberalizzazione dei servizi postali a valore aggiunto e B2B (business to business), la strana definizione di servizio universale, che si spinge sino al recapito degli espressi.

Non c’è stato modo, peraltro, di parlare della vicenda Alitalia, che Caio ha dovuto portarsi a casa per ragion di stato, dichiarandola strategica e sinergica per la logistica, e dovendone abbattere pesantemente il valore di carico al termine del primo esercizio. Attendiamo fiduciosi le sinergie di lungo periodo. Altro punto toccato da Caio, e non solo da lui, è quello relativo alla accoglienza del collocamento da parte degli investitori internazionali. Considerando che Poste prevede di distribuire, per i prossimi due anni, circa l’80% dell’utile consolidato di pertinenza, e che tale distribuzione rende, ai prezzi di collocamento, un 4-5%, ben si comprende l’interesse degli investitori. Anche qui, attendiamo lo sviluppo del cashflow per valutare la sostenibilità nel tempo di tale payout. Sperando che tale sostenibilità non passi attraverso nuove compressioni dei già ristretti margini di “mercato” di questo paese assai poco market friendly.

Nel frattempo, il presidente dell’Antitrust, in audizione al Senato, ha raccomandato di non spingere sino al 2017 l’esclusiva di Poste nel recapito degli atti giudiziari, e addirittura di aprire ai privati il servizio postale universale “tramite procedura di evidenza pubblica e per un periodo di tempo più limitato”. Una pregevole narrativa fantascientifica, soprattutto oggi che Poste è quotata, e quindi vedrete che qualcuno replicherà a tali ipotesi sostenendo che “non possiamo turbare gli investitori”. La quotazione come forma di blindatura dell’esistente, in pratica. Altra domanda: a quali multipli borsistici tratterà Poste italiane? Quelli di una assicurazione? Di una banca? Di una utility? A tali quotazioni il mercato applicherà uno sconto per attività di conglomerata? Il tempo dirà.

In coda alla puntata di Ottoemezzo, un paio di battute sul boom di fiducia delle famiglie italiane (vedi anche qui, in caso), e sull’aumento del contante a tremila euro, che per Renzi ed i gemelli Padoan è la nuova frontiera della civiltà.

Per approfondire il tema della quotazione di Poste, vi suggeriamo sommessamente:

Buona visione.

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