Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Mediaset

Mediaset, una storia molto italiana

in Economia & Mercato/Italia

Nei giorni scorsi, a Londra, Mediaset ha presentato il nuovo piano strategico al 2020, che prevede uno spettacolare recupero di redditività (come del resto ogni piano industriale che si rispetti), pari a 468 milioni di Ebit (Earnings before interest and taxes, una sorta di reddito operativo, inclusi gli ammortamenti). Interessante scomporre tale prodigioso recupero di redditività negli elementi costitutivi, ed inquadrare il tutto nell’ambito del contenzioso con Vivendi, per cercare di uscire dall’orticello italiano delle analisi, visioni e patriottismo.

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Capital Phastidio

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia/Podcast/Rassegna Stampa

Puntata di Tg Zero del 15 dicembre, condotta su Radio Capital da Vittorio Zucconi ed Edoardo Buffoni. Commenti del vostro titolare su Mediaset e concentrazioni settoriali globali, italianità, MPS ed altri buchi neri Made in Italy, la Trumponomics ed il suo rischio protezionistico, la mitologica uscita dall’euro. Tutto in circa 10 minuti, ce la potete fare anche senza Maalox. Qui, dal minuto 36. Buon ascolto.

Breve storia triste di un paese votato a colonizzazione e declino

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Allarmi, lo Straniero è alle porte! Dopo l’insediamento del governo Gentiloni, un fremito scuote la Penisola: ci stanno comprando a pezzi, poco alla volta. Sono lustri che va avanti, è intollerabile, signora mia. Ora è la volta di Mediaset, il “patrimonio del paese” di dalemiana memoria, sotto attacco di un pirata bretone che di fatto si è già mangiato Telecom Italia, la sciagurata “privatizzazione” dell’era Prodi passata per la merchant bank dalemiana (corsi e ricorsi) e molti cambi di mano sempre col denominatore comune del “bambole, non c’è una lira”. Oltre ad innumerevoli altri esempi degli ultimi anni, come Parmalat. Eppure, non è difficile da capire: siamo un paese senza capitalisti né capitali. E da molti anni votato al declino.

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L’anticomplotto dei perfidi tedeschi

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia/Unione Europea/Video

Ve la ricordate la favoletta un po’ stralunata di Deutsche Bank che a metà 2011 “ordinò” alle altre banche tedesche, di concerto con la Bundesbank, di vendere a mani basse i nostri Btp per sloggiare il povero Silvio da Palazzo Chigi? Ricordate quanto inchiostro versato e quante chiacchiere da teatrino televisivo su quella che era e rimaneva una teoria cospirazionistica di pessima fattura, ma perfettamente commestibile per la crassa ignoranza della “opinione pubblica” italiana? Ricordate le reazioni da social network di bravi cittadini e cittadine, preoccupati di difendere la nostra indipendenza e sovranità dalla minaccia plutocratica degli anglosassoni prima e dei perfidi tedeschi poi?

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Consigli per gli acquisti

in Economia & Mercato/Italia

Segnala Dagospia: “Si avvisano i signori naviganti che ieri Piersilvio Berlusconi era particolarmente felice per il rialzo in Borsa del 3,4% del titolo Mediaset. La performance è stata provocata da un report positivo degli analisti di Barclays, la banca inglese che dal gennaio di quest’anno controlla quasi il 5% del capitale di Mediaset. È vietato pensar male”.

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Le educande di Viale Mazzini e dintorni

in Italia

E ti pareva che il direttore di Repubblica, giornale che da tempo riveste la funzione di cancelleria mediatica del Tribunale di Milano, in cui cioè vengono depositati atti e trascrizioni delle intercettazioni che ammorbano la vita civile di questo paese, non trovasse modo e maniera di riesumare il golem della P2:

“Un’interposizione arbitraria e sofisticatissima, onnipotente perché occulta come la P2, capace di realizzare un’azione di ‘spin’ su scala spettacolare, offuscando le notizie sgradite, enfatizzando quelle favorevoli, ruotando la giornata nel senso positivo per il Cavaliere.”

Ezio Mauro, nel suo manierismo cospiratorio ormai stucchevole come tutti i Nada-gate realizzati finora da Rep., coglie però nel segno in questo giudizio:

La realtà è che in questo Paese ha operato e probabilmente sta operando da anni una vera e propria intelligence privata dell’informazione che non ha uguali in Occidente, un misto di titanismo primitivo e modernità, come spesso accade nelle tentazioni berlusconiane. Potremmo chiamarla, da Conrad, ‘struttura delta‘”

Una struttura delta in questo paese esiste certamente, ed è rappresentata dai milioni di pagine di trascrizioni di intercettazioni telefoniche, da quelle legalmente richieste dalla magistratura a quelle realizzate in parallelo da organismi a ciò delegati, come l’affaire Telecom, con il Tiger Team di Tavaroli che si emancipa rapidamente da ogni e qualsiasi regola di governance e di codice penale.

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Libera stampa, magistratura onnipotente, politica disarmata

in Italia

Lo scorso 28 settembre il Consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti, dopo 2 mesi e 22 giorni di istruttoria, ha inflitto la sanzione della sospensione per 12 mesi a Renato Farina (vicedirettore di Libero) e ha assolto Claudio Antonelli (cronista di Libero). il nome di Renato Farina (vice di Vittorio Feltri a Libero) emerse durante le indagini sul coinvolgimento del Sismi nel rapimento dell’imam di Milano Abu Omar, sequestrato nel 2003 da un commando di agenti della Cia con la probabile collaborazione di agenti del Sismi. Per questa vicenda finì in carcere un dirigente del servizio segreto militare, Marco Mancini.

Farina ha riconosciuto di avere intrattenuto rapporti con il Sismi, in qualità d’informatore, ricevendo rimborsi dal nostro servizio segreto militare; ed ha ammesso di avere intervistato i magistrati milanesi Spataro e Pomarici per ottenere informazioni da trasmettere al Sismi, coinvolgendo nella vicenda l’ignaro redattore Antonelli. Leggi tutto

Conduzione familiare

in Italia

L’istituto retributivo dello scatto di anzianità trae la sua motivazione originaria dall’esigenza di compensare il lavoratore per la parte di incremento di produttività, di cui l’azienda beneficia, indotto dalla ripetizione di compiti e mansioni nel corso del tempo. Grazie a questa discesa lungo la curva di apprendimento il lavoratore produce di più, con minori costi variabili unitari imputabili ad esempio ad errori di lavorazione. In breve, aumenta il prodotto realizzato nell’unità di tempo. Si tratta di un meccanismo di origine prevalentemente taylorista, legato ai “tempi e metodi” delle catene di montaggio, ma che mantiene una propria logica economica anche in altri, e più terziarizzati, ambiti. In epoca odierna, esso ha probabilmente perso parte delle proprie motivazioni ad esistere, fuori dall’ambito delle mansioni a maggior contenuto di ripetitività. Leggi tutto

Il mercato ed i neocoM

in Economia & Mercato/Italia

Dapprima, i fatti:

MILANO (Reuters) – A stretto giro di posta dalla sconfitta nelle elezioni regionali, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha ceduto il 17% di Mediaset.

La finanziaria di famiglia Fininvest resta comunque saldamente al controllo con il 34,3% del capitale.

Fininvest ha infatti annunciato questa mattina in una nota di aver avviato, con una procedura di accelerated book-building, il collocamento sul mercato azionario presso investitori istituzionali italiani ed esteri di 197 milioni di titoli ordinari Mediaset, pari al 16,68% del capitale sociale.

Fininvest ha concordato un lock-up di 180 giorni.

Secondo quanto riferiscono alcuni dealer, il prezzo del collocamento è tra 10,7 e 10,9 euro per azione, poco oltre i 2 miliardi di euro.

Il legame dell’operazione con il clima politico italiano è stato esplicitato dalla stessa Jp Morgan, che ha curato il placement, confermando almeno in parte l’immediata lettura degli operatori di borsa.

“La scelta della tempistica del collocamente segue fondamentalmente anche il contesto politico con l’esito delle recenti elezioni regionali” ha detto Francesco Cardinali di JP Morgan durante una conference call organizzata dalla banca d’affari cui erano presenti anche alcuni manager di Mediaset.

Alle regionali di inizio aprile la coalizione di centro destra ha subito una pesante sconfitta, vincendo solo in due regioni su 13. Il risultato ha portato a una discussione all’interno del governo in vista delle prossime politiche. Leggi tutto

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