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Il premier torna faticosamente al business as usual, questa volta dalla Russia, con attacco di prammatica alla sovversiva magistratura italiana, non prima di aver reiterato un logoro repertorio.

Pressione fiscale massima a un terzo del reddito (lui si è solo lievemente distratto, nell’ultimo decennio o giù di lì, o forse è stata colpa del solito “agente ostruente esterno”), rivendicazione di azioni risolutive sul palcoscenico internazionale (“Nel 2002 scrissi personalmente l’accordo che prevedeva la collaborazione tra Russia e Alleanza Atlantica contro terrorismo, pirateria internazionale, traffico di droga”), una spruzzata di proibizionismo che fa molto destra etica da legge ed ordine contro chiunque attenti alla serenità delle operose famigliole italiane (“Mettere sanzioni forti sul consumo individuale di stupefacenti per un periodo contingentato, di almeno tre anni”, non è chiaro a che scopo). Ma è di oggi una notizia che farà salivare Berlusconi ed i suoi seguaci.

Il presidente francese Nicolas Sarkozy punta ad instaurare una giuria popolare al fianco dei magistrati professionisti che siedono in tribunale per “avvicinare il popolo alla giustizia”. Lo ha detto il capo dello Stato francese durante una riunione dei deputati dell’Ump, il partito della maggioranza, rispondendo a una domanda sui recenti fatti di cronaca come l’omicidio di una ragazza vicino a Lille da parte di un uomo già condannato per violenze.

La giuria popolare, che al momento si trova solo in corte d’assise per giudicare i reati, secondo Sarkozy, dovrebbe essere introdotta anche nei tribunali che giudicano i delitti. Il presidente, ha spiegato uno dei presenti, Lionnel Luca, “ha considerato che il popolo non è abbastanza coinvolto nelle decisioni di giustizia e vuole quindi riavvicinare il popolo alla giustizia. In quest’ambito ci ha detto di riflettere sull’introduzione di giurie popolari a livello dei tribunali”.

Secondo i deputati Ump, Sarkozy, “ha detto che la giustizia è fatta in nome del popolo francese ma che le sanzioni sono in generale meno dure se sono emesse da magistrati professionisti. Ci si è inoltre chiesti se non sia il caso di affiancare i magistrati professionisti da non professionisti”.

Musica per le orecchie di chi chiede la giustizia “popolare”, con tanto di cappio nella piazza principale del paese, e le taglie su “negri e zingari”. Perché sono quelli i reati che destano allarme sociale, non certo la mafia dei colletti bianchi. Che peraltro neppure esiste, è un’invenzione dei giudici comunisti e della sinistra, compresa la sinistra di destra, la nuova specie salita alla ribalta della recente cronaca politica italiana. E andiamo avanti.

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