WikiLeaks, il devastante non-evento

Pubblicati finalmente dalla organizzazione di Julian Assange i documenti delle comunicazioni della diplomazia americana. A parte alcune reazioni decisamente sopra le righe di alcuni telegiornali e giornali di casa nostra, con toni millenaristici che mal si addicono alla vicenda, l’impressione a caldo è che si tratti di un non-evento, come ad esempio spiega Pierluigi Mennitti riguardo la Germania e come spiegano soprattutto Andrea e Mauro Gilli su Epistemes: in entrambi i casi, si tratta di non comuni “facoltà divinatorie”, che confermano in realtà la tesi di questo post.

Ora noi italiani siamo attesi alla parte più difficile, il giochino di fingerpointing tra oppositori e sostenitori di Berlusconi. Con i primi a confermare che il premier è unfit e mette a dura prova le nostre storiche alleanze internazionali ed i secondi che avranno ampie munizioni per la tesi del complotto internazionale per abbattere l’uomo che volle ridare “dignità e prestigio internazionale” al nostro paese.

Nel primo caso (quello che potremmo definire “il partito di Repubblica“, nella cui scia si collocherà immediatamente la sinistra), ci si scorderà che quegli stessi soggetti che oggi gridano contro il “Berlusconi distruttore dello storico legame tra Italia e Stati Uniti” sono praticamente gli stessi che, fino a ieri, strepitavano contro le “ingerenze americane nella nostra vita democratica”, fino al punto da fare di questo paese “una democrazia in libertà vigilata”.

Mentre chi, da destra, griderà contro il complotto per abbattere il Berlusconi novello Mattei sono in larga misura quegli stessi soggetti che, fino a ieri, strepitavano contro gli “osceni legami” della sinistra italiana con dittatori ed autocrati di mezzo mondo. Avete già avuto alcuni esempi di questa botta di realpolitik destrorsa in occasione delle visite di Gheddafi a Roma col suo circo a tre piste, circostanza che ha indotto i nostri neocon da trivio a seppellire l’ingombrante buonanima di Oriana Fallaci; ora basterà solo aggiungere che Berlusconi è un eroico combattente per la nostra libertà energetica ed il cerchio sarà chiuso, con buona pace delle giaculatorie wilsoniane intonate dai nostri combattenti per la libertà. Esiste davvero qualcuno, in questo paese, disposto a credere che gli americani non considerino più o meno utili idioti i propri alleati?

Poi ci saranno gli analisti più sofisticati, quelli che vi diranno che Obama è un babbeo che ha distrutto l’inestimabile tecnostruttura diplomatica americana, e che magari con G.W. Bush nulla di ciò sarebbe successo. Vecchie tesi sempre valide a suggestionare gli spettatori dell’italico teatrino, ma del tutto inconsistenti. Ricordate che questa America, che insegue frammenti di informazioni tentando con crescente frustrazione di ricondurle ad unità, è la stessa America profondamente ferita da quell’11 Settembre che non è riuscita a prevenire. E’ quella stessa America che sta venendo travolta dalla crescente complessità di un mondo sempre più multipolare, soprattutto in teatri regionali ma con importanti proiezioni globali. Ed è, a giudicare da alcuni di questi documenti, sempre la stessa America che chiedeva ai propri visitatori se per caso fossero terroristi con inclinazioni genocidarie.

Questi leaks sono un non-evento, sono giudizi ed informazioni aneddotiche di cui nei fatti già disponevamo. Dite che però, con l’evento di oggi, il re americano è nudo e sono caduti gli infingimenti? Anche di quello avevamo già ampia consapevolezza.

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