Ma la Fed ha l’alibi per il QE3

(*Post piuttosto tecnico, in caso foste stanchi di rumours e boatos sulla imminente fine del mondo che partirà dalla Grecia)

Gli ultimi dati sulla dinamica dei prezzi al consumo hanno raffreddato gli entusiasmi di quanti si attendevano già da questo meeting della Federal Reserve (domani e dopodomani) l’annuncio di nuove misure non convenzionali di espansione monetaria. L’indice tendenziale complessivo dei prezzi al consumo in agosto era a più 3,8 per cento, quello core (cioè al netto delle componenti volatili di alimentari ed energia) è al 2 per cento. Entrambi mostrano quindi una tendenza al lieve riscaldamento dei prezzi.

Bernanke ha più volte precisato che, per avviare un terzo round di allentamento monetario, serve una indicazione inequivoca di tendenza deflazionistica o disinflazionistica. In realtà, osservando grandezze diverse dall’indice dei prezzi al consumo, si nota che la pressione inflazionistica sta diminuendo, e non aumentando.

Ad esempio, i TIPS, i Treasury indicizzati all’inflazione,  mostrano un costante calo del breakven inflation rate: quello sul decennale è oggi all’1,93 per cento, dopo aver toccato un massimo di periodo lo scorso 11 aprile, a 2,66 per cento ed un minimo subito prima di Jackson Hole 2010, a 1,51 per cento. Analogamente, l‘inflation swap decennale sul dollaro è oggi al 2,3 per cento, dopo il massimo (sempre in aprile) al 2,89 per cento. Il minimo pluriennale di questa serie storica è stato toccato poco prima dell’annuncio del QE2 a Bretton Woods, nell’agosto dello scorso anno, al 2 per cento. Non è deflazione, come si vede, ma solo un robusto trend disinflazionistico.

Ancora: quella che in passato lo stesso Bernanke ha definito la grandezza di riferimento della Fed, il tasso forward a cinque anni del breakeven inflation rate a cinque anni, che sempre il famoso 24 agosto 2010 aveva toccato il minimo a 2,18 per cento, si trova ora al 2,53 per cento, e mostra peraltro di star cadendo velocemente, come mostra il grafico qui sotto. E quindi? Forse Bernanke ed i suoi colleghi attenderanno ulteriori evidenze in merito, e quindi il prossimo meeting della Fed. Ma se conta il trend, tutti i maggiori indicatori di inflazione prospettica incorporati in strumenti di mercato mostrano una chiara tendenza disinflazionistica. Alla Fed, quindi, la difficile scelta tra dati macro ed indicazioni di mercato.

ForwardInflation
Breakeven Inflation Rate 5 anni forward

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