L’oroscopo 2012 di Pimco

E’ online il nuovo Outlook mensile di Pimco, il maggiore asset manager obbligazionario del pianeta. Come tradizione in questo periodo dell’anno, nel documento è contenuto un esercizio di divinazione, sul quale potrete liberare la vostra fantasia. Il tema principale è il crollo della crescita globale nel 2012, con la recessione dell’Eurozona (stimata da Pimco tra l’1 e l’1,5 per cento) e il previsto deleveraging cinese, che potrebbe (in caso avvenisse) contribuire in modo decisivo all’abbattimento della crescita globale.

Lo scenario dell’Eurozona è presto disegnato: c’è una corsa al deleveraging (cioè alla riduzione del debito) tra sovrani e banche, che rischia di distruggere l’area. Che farà la Bce? Riguardo l’attenuazione dell’impatto del deleveraging delle banche, l’Eurotower si è già mossa come effettivo prestatore di ultima istanza, e continuerà a farlo nelle prossime settimane, con le aste di liquidità. Anche se resta la spada di Damocle delle ricapitalizzazioni decise dalla EBA, che contribuiranno comunque in misura rilevante alla stretta creditizia. Il problema resta dal versante sovrano. Chi comprerà il nuovo debito pubblico, all’emissione?

Scrive Saumil H.Parikh di Pimco:

«(…) La Bce resta timorosa di introdurre un moral hazard secolare nel processo di miglioramento di unità fiscale e stabilità in Eurozona, finanziando preventivamente i deficit fiscali. Questo gioco non può continuare ancora a lungo. Se ciò accadesse, riteniamo che o il deterioramento delle prospettive economiche dell’Eurozona finirà con l’accelerare il loop verso il suo “Momento Minsky“, il punto in cui sovrani e banche entreranno in una corsa l’uno contro l’altro per ridurre l’indebitamento; oppure la Bce prenderà l’iniziativa preventiva per diventare un credibile e trasparente prestatore di ultima istanza ai sovrani, in questo modo stabilizzando il sistema bancario e l’economia dell’Eurozona. Per come stanno le cose oggi, è più probabile che la Bce corra in soccorso solo quando sarà troppo tardi. Di conseguenza, le probabilità di un “Momento Minsky” europeo sono spiacevolmente elevate, ad oggi.

Proprio così. Per ora la Bce ha soccorso le banche, e non vediamo particolare rischio di moral hazard nell’operazione specifica. Il fatto che si sia partiti dal tetto bancario e non dalle fondamenta sovrane appare d’acchito bizzarro ma è in realtà perfettamente comprensibile, considerando che questo esito è figlio dell’assenza di accordo politico riguardo l’eventuale ruolo della Bce nel salvataggio dei sovrani, dove il rischio di azzardo morale è oggettivamente molto elevato.

Ci aspetta un anno interessante, l’ennesimo.