Vado pazzo per gli ossimori ben riusciti

Dopo tre ore di braccio di ferro con Giorgio Napolitano (con annessa smentita di conferma), nasce un improbabile governicchio dalle ambizioni smisurate. Nasce con la (scarsa) consapevolezza che il nostro paese resta in mezzo ad un guado che è in realtà guano. Perché noi siamo stati così “bravi” da essere rientrati nel limite del 3% di deficit-Pil, mentre gli altri paesi se ne sono fregati invocando la forza maggiore. La mitologica Spagna, ad esempio, il mese prossimo informerà di non essere riuscita a chiudere il 2013 entro la soglia del 6,5% di deficit-Pil, e sarà il quinto sforamento in sei anni. Lo stesso vale, fatte le debite proporzioni, per la Francia e addirittura l’Olanda.

Si dirà che noi abbiamo un rapporto debito-Pil che ci impedisce distrazioni, ma è proprio questo il punto: se restiamo in stretta fiscale, il Pil resta depresso ed il rapporto d’indebitamento risale, inesorabilmente. E’ vero che risale per noi così come risale per la mitologica Spagna, ma loro restano circa una trentina di punti percentuali sotto di noi, pur avendo avuto un incremento monstre negli ultimi cinque anni. Valuteremo sulle effettive innovazioni di politica economica del governo Renzi, caso per caso.

Di certo è vitale ridurre il cuneo fiscale, come diciamo da sempre. Un vero peccato aver buttato dieci mesi per seguire i capricci di Berlusconi sull’Imu, ma acqua passata non macina più. Tranne che in Italia, s’intende. L’importante è agire senza farsi troppi film, del tipo golden rule (esclusione degli investimenti dal rapporto deficit-Pil) ed altre sceneggiature che sono tipicamente indigene, ma che fuori dai nostri confini non hanno riscontro alcuno. Non lo avevano un anno addietro, quando tutti ci eravamo illusi che la Francia potesse essere un nostro “alleato etnico” contro i tedeschi; non lo abbiamo oggi, che siamo rimasti impigliati nella ragnatela contabile del 3% manco fosse la pietra filosofale, mentre gli altri paesi hanno deciso che rientreranno nei parametri nel “tempo necessario”, non un minuto prima. Lo scenario che abbiamo di fronte è una “trappola per italiani”, creduli ed adepti al pensiero magico dei pugni sbattuti sul tavolo. Occhio alla sveglia, Matteo.

E se volete una previsione da fondi del caffè, occhio anche agli enti locali italiani. Il rischio che si apra un’epoca di default di finanza locale è sempre più elevato.

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