Tempi bui per la propaganda

 

Oggi si è tenuta l’assemblea annuale di Terna, il gestore della rete di trasmissione nazionale dell’energia elettrica. Quello che è rilevante, di questa occasione, è una considerazione dell’amministratore delegato, Matteo Del Fante, su quella che stava diventando la più suggestiva evidenza aneddotica della leggendaria “ripresa” del nostro paese, i consumi elettrici. Risultato: ci stanno togliendo tutti i giocattoli, elettrici e non.

Che disse, Del Fante? Questo:

Sui consumi elettrici per il 2015 “le previsioni di Terna danno un obiettivo potenziale di crescita dell’1 per cento”. Lo ha detto l’ad di Terna, Matteo Del Fante, durante l’assemblea precisando che “è bene cominciare a divaricare tra consumi elettrici e crescita economica” e “ci dobbiamo abituare ad una crescita inferiore della domanda elettrica” (Radiocor, 9 giugno 2015)

Più in dettaglio,

«I dati dei consumi elettrici non sono più significativi per stimare l’andamento futuro dell’economia. E questo per due motivi. In primo luogo perché oggi se riparte il settore dei servizi, che consumano molto meno dell’industria, l’effetto sui consumi elettrici rischia di essere poco indicativo. Inoltre è in corso un processo di diffusione di tecnologie che risparmiano energia e questo renderà sempre meno indicativi i consumi per stimare la crescita» (Reuters)

Ma come? Non ci posso credere! Cioè, volete dire che dobbiamo smettere di guardare alla crescita dei consumi elettrici come ad una delle più illuminanti evidenze aneddotiche della ripresa? Certo, siamo consapevoli che trattasi di indicatore problematico ed approssimativo: ad esempio, su base annua non considera fenomeni quali l’efficientamento energetico e la diffusione della climatizzazione domestica, che non è consumo propriamente “produttivo”. Ma se l’a.d. di Terna in persona giunge a dismettere questo indicatore, sul quale numerosi esponenti di governo e maggioranza si dilettavano a lanciare garrule e giubilanti agenzie di compiacimento, in quello che a volte pareva il nomen omen dell’Istituto Luce duepuntozero, la cosa ci intristisce non poco.

E peraltro, immaginiamo che Del Fante dovrà opportunamente istruire il proprio ufficio Comunicazione e Relazioni Istituzionali, che nei mesi scorsi presentava i consumi elettrici con paragrafi d’apertura elettrizzanti, salvo poi inchinarsi alla realtà ed ai fattori di rettifica. Un peccato, davvero. Dopo le medie mobili a tre mesi adottate dall’Istat per tagliare le unghie al frastuono renzista sui dati mensili positivi, ora si spegne la luce sui consumi elettrici aruspici della Rinascita. Non c’è più la propaganda di una volta.

Aggiornamento del 12 giugno – Diciamo che il “suggerimento” di Del Fante è ora più chiaro.

Sostieni Phastidio!

Dona per contribuire ai costi di questo sito: lavoriamo per offrirti sempre maggiore qualità di contenuti e tecnologie d'avanguardia per una fruizione ottimale, da desktop e mobile.

Per donare, clicca qui!